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Vincenzo Scifo arrivò in Italia ingaggiato dall’Inter. Era la stagione 1987-88 ed il talento belga era considerato un vero e proprio talento. Aveva destato una grande impressione ai mondiali giocati in Messico nel 1986 dove, nonostante la sua giovane età (20 anni), aveva dimostrato grandi qualità tecniche e personalità. Tra l’altro proprio in quel periodo Platini in una intervista designò Scifo come unico suo erede.

Per il giovane calciatore belga però l’approccio con il campionato italiano non fu tra i migliori; infatti Scifo non riuscì ad ambientarsi e, nonostante fosse già un giocatore di livello internazionale, sembrò essere ancora acerbo per il difficile campionato italiano. La stagione nerazzurra di Vincenzo fu quindi deludente, anche se fu capace di realizzare quattro reti e a tratti riuscì a dimostrare le sue ottime capacità tecniche. L’Inter a fine stagione decise di cederlo ai francesi del Bordeaux.

Scifo tornò in Italia nel 1991, questa volta fu acquistato dal Torino. Le due stagioni con i granata furono sicuramente migliori rispetto a quelle vissute con l’Inter. Il calciatore belga diventò in breve tempo l’elemento chiave del centrocampo di Mondonico. Quelli furono anni importanti per il Torino, che nel 1991-92 raggiunge la finale di Coppa Uefa e nella stagione successiva vinse la Coppa Italia. Vincenzo Scifo nelle due stagioni con i granata realizzò 16 reti. Nella stagione 1993-94 fu ceduto nuovamente in Francia al Monaco.

Si chiuse così la carriera italiana di Vincenzo Scifo. Un’esperienza vissuta tra alti e bassi, in cui non riuscì mai del tutto a far emergere il suo grande talento.

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