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Il torneo anglo-italiano nacque nel 1970 grazie ad una intuizione del manager italiano Gigi Peronace. La prima edizione prevedeva il confronto tra sei squadre italiane di Serie A e sei squadre inglesi (quattro di First Division, una di Second Division e lo Swindon Town di Third Division).

La coppa anglo-italiana ebbe un discreto successo di pubblico ed ebbe varie fasi, anche se l’entusiasmo iniziale con il tempo andò via via scemando. Dopo la morte di Peronace (nel 1980) il torneo attraversò una fase di crisi e nel 1986 si decise di interromperlo.

La competizione fu riportata alla luce nella stagione 1992-93 con un nuovo regolamento: partecipavano 8 squadre della Serie B italiana, le quattro retrocesse dalla Serie A e le quattro migliori non promosse della B della stagione precedente e 8 squadre della Serie B inglese (Division One), qualificate dopo una breve fase preliminare.

Il grande elemento di novità rispetto alle edizioni precedenti era rappresentata dalla finale, che si sarebbe giocata nel mitico Stadio di Wembley.

Le squadre italiane negli anni ‘90 sollevarono la Coppa per tre volte grazie alle vittorie della Cremonese nella stagione 1992-93, del Brescia nel 1993-94 e del Genoa nel 1995-96. La vittoria di una squadra inglese vi fu solo nella stagione 1994-95 quando il Notts County riuscì a battere in finale l’Ascoli.

Purtroppo il torneo perse il suo fascino e diventava sempra più difficile collocarlo in un calendario già molto fitto di partite. Così nel 1996 si decise di interrompere per sempre questa competizione.

In questo modo, in uno sport sempre più schiavo del business, veniva strappata un’altra pagina di calcio romantico…

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