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Lei ha giocato nel famoso “Vicenza dei miracoli” dal 1995 al 1997, squadra che riuscì addirittura a vincere una Coppa Italia. Qual era il segreto di quella squadra?

Il segreto di quel Vicenza era sicuramente il gruppo, eravamo molto uniti e nello spogliatoio regnava l’armonia. Ancora oggi siamo in contatto e spesso ci incontriamo proprio per festeggiare l’anniversario di quella indimenticabile vittoria in Coppa Italia.

Comunque un ruolo decisivo in quella squadra lo ebbe Guidolin; infatti fu lui il principale artefice di quel miracolo sportivo. Il mister ebbe la capacità di far rendere al massimo in Serie A giocatori semi sconosciuti che provenivano quasi tutti dalle serie inferiori.

Quali sono i suoi ricordi più belli legati a quelle due stagioni con i biancorossi?

I ricordi positivi legati a quell’esperienza sono davvero tanti in quanto quello è stato il periodo più bello della mia carriera calcistica. Ad esempio un momento indimenticabile fu la prima vittoria in Serie A contro la Fiorentina di Batistuta e Rui Costa, dove tra l’altro fui protagonista di una prestazione davvero importante.

Poi ricordo la grande vittoria contro il Parma, squadra di cui sono da sempre tifoso, dove disputammo una gara eccezionale e riuscimmo ad avere la meglio di una compagine che all’epoca aveva un altissimo livello tecnico.

Un altro momento memorabile fu  ovviamente la vittoria della Coppa Italia nella stagione 1996/97 , un traguardo strepitoso che nessuno avrebbe mai pensato di raggiungere.

Ci potrebbe fare i nomi di tre calciatori di quel Vicenza che secondo lei avevano maggiore qualità?

In realtà non c’erano individualità di spicco, come ho già detto la forza di quella squadra era soprattutto il gruppo. Però se devo scegliere tre calciatori che avevano qualcosina in più a livello tecnico rispetto agli altri, faccio i nomi di Maini, Otero e Ambrosetti che in seguito giocarono rispettivamente con Milan, Siviglia e Chelsea.

Lei ha militato in diverse squadre, quale dei suoi ex compagni ha avuto una carriera inferiore alle aspettative?

Un calciatore che a mio avviso avrebbe potuto fare molto di più era Alessandro Iannuzzi. E’ stato mio compagno di squadra proprio a Vicenza nella stagione 1996/97. In realtà era di proprietà della Lazio che lo girò in prestito ai biancorossi proprio per fargli fare un po’ di esperienza nella massima serie. Era un talento vero dotato di grandissime qualità tecniche. Sinceramente ero convinto che avrebbe avuto una grande carriera e invece col tempo si è perso. Un vero peccato.

Di cosa si occupa in questo momento?

Ho allenato per diverse stagioni i portieri delle giovanili del Parma, poi l’estate scorsa mi ha chiamato Giuliano Giannichedda al Pro Piacenza e ho accettato subito la proposta avendo  bisogno di nuove motivazioni e di rimettermi in discussione. 

Purtroppo sapete tutti come è andata a finire: la squadra con nostro grandissimo rammarico è stata esclusa dal campionato. Inizialmente non c’era nessun segnale negativo e non avevamo alcun tipo di sentore di quello che sarebbe successo in seguito.

Un grande dispiacere anche perchè la squadra era stata costruita con un certo criterio ed aveva giocatori importanti per la categoria.

(A cura di Giovanni Fusco)

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