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Oggi abbiamo avuto il piacere di ascoltare Daniele Carnasciali ex terzino della Fiorentina e della nazionale. 

Lei è arrivato alla Fiorentina dal Brescia nella stagione 1992-93. In quel campionato la società viola fu protagonista di una campagna acquisti importante; infatti oltre a lei arrivarono giocatori come Effenberg, Brian Laudrup e Baiano. Dopo un avvio di campionato positivo ci fu il sorprendente esonero di Radice e l’arrivo di Agroppi. Da quel momento iniziò il tracollo della Fiorentina e la retrocessione in B. La causa di quella retrocessione fu esclusivamente da addebitare al cambio di allenatore o c’erano anche altri problemi?

In quel campionato stavamo facendo molto bene e fino al mese di Gennaio eravamo in piena zona Uefa. La svolta negativa avvenne con l’esonero di Radice dopo la sconfitta contro l’Atalanta, dove tra l’altro avevamo disputato un’ottima partita e perdemmo solo per colpa di un episodio sfortunato. Con il cambio di allenatore iniziammo ad avere diversi problemi a livello tattico. Soprattutto i nuovi arrivati Laudrup ed Effenberg, che fino a quel momento erano stati fondamentali per il nostro gioco, ebbero grosse difficoltà ad adattarsi al cambio di modulo attuato da Agroppi. Fu questa la causa principale di quella clamorosa retrocessione, perché per il resto lo spogliatoio era unito e anche dal punto di vista tecnico eravamo forti.

Nella sua carriera con la Fiorentina, con cui ha giocato fino al 1997, a quali ricordi è maggiormente legato?

I momenti più belli con la maglia viola sono stati sicuramente la vittoria della Coppa Italia nella stagione 1995-96 e la vittoria della Supercoppa nella stagione successiva dove in finale riuscimmo a battere il Milan con una doppietta di Batistuta. Poi non posso dimenticare la convocazione in nazionale nella mia prima stagione in Serie A. Fu una grandissima soddisfazione.

Ai tempi di Arrigo Sacchi è stato nel giro della nazionale. Addirittura fu convocato dal mister di Fusignano quando con la Fiorentina giocava in Serie B. In quegli anni si aspettava di esser preso maggiormente in considerazione per eventi importanti come i mondiali del 1994 e gli europei del 1996?

Il rammarico più grande è per USA ‘94. Con la Fiorentina stavo facendo molto bene e Arrigo Sacchi mi convocò più di una volta, ma probabilmente fu proprio il fatto di giocare in Serie B a penalizzarmi. Evidentemente il mister non se la sentì di portare al mondiale un calciatore che proveniva dalla serie cadetta.Se fossi rimasto in A molto probabilmente le cose sarebbero andate diversamente, ma a Firenze mi trovavo bene e ho preferito scendere di categoria. Successivamente con l’addio di Sacchi alla nazionale e l’arrivo di Cesare Maldini non ho più avuto spazio in maglia azzurra.

Cosa ne pensa dal punto di vista tecnico del calcio di oggi? Non crede che in Italia in questo momento vi sia una certa sopravvalutazione di alcuni calciatori ed un forte abbassamento del livello tecnico sia in Serie A che nelle serie inferiori?

Purtroppo oggi si punta poco sulla qualità tecnica, conta molto di più la fisicità di un calciatore. Quando ho iniziato a giocare era l’esatto contrario: l’aspetto tecnico era molto più importante rispetto a quello atletico. E’ un calcio molto diverso, ormai è diventato soprattutto mediatico e quindi tutto viene amplificato.

Lavora ancora nel mondo del calcio?

Ho completamente lasciato il mondo del calcio. La mia è stata una scelta ben precisa; infatti appena ho smesso giocare le proposte non mi mancavano, ma ho preferito fare altro. La mia avventura in questo sport è finita quando ho appeso gli scarpini al chiodo.

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