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Era il 7 giugno 1981 e allo stadio Ballarin di San Benedetto del Tronto si giocava la partita Sambenedettese-Matera. Era l’ultima gara del campionato di C1 gir.B della stagione 1980/81.

Alla Sambenedettese mancava un solo punto per conquistare l’aritmetica promozione in Serie B e per l’occasione allo stadio era previsto il pubblico delle grandi occasioni.

La squadra allenata da Nedo Sonetti poteva annoverare tra le sue fila anche un giovane Walter Zenga ed il capitano Gigi Cagni.

I tifosi avevano preparato un’importante coreografia nella quale erano stati utilizzati ben sette quintali di carta di giornale. All’inizio del match partì subito la festa sugli spalti, ma ben presto si capì che c’era qualcosa che non andava: in curva sud iniziò a divampare un incendio alimentato da un fumogeno o da un mozzicone di sigaretta. Quel giorno soffiava anche un forte vento di scirocco e così in pochi secondi le fiamme diventarono altissime e la gente ovviamente in preda al panico cercò di scappare in tutti i modi. Si scatenò l’inferno. La situazione precipitò anche per le scadenti condizioni di sicurezza dello stadio, l’incendio fu domato dopo oltre quindici minuti ma ormai la tragedia era già avvenuta. I feriti furono oltre un centinaio, di cui tredici ustionati gravi.

Purtroppo due ragazze persero la vita: Maria Teresa Napoleoni di 23 anni e Carla Bisirri di 21.

Nonostante tutto si continuò a giocare, la partita terminò 0-0 e la Sambenedettese fu promossa in B. Quella che per San Benedetto del Tronto sarebbe dovuta essere una festa si trasformò in una tragedia.

Una tragedia evitabile visto che in seguito si venne a sapere che i cancelli d’emergenza erano bloccati e l’idrante più vicino non pompava acqua.

La vicenda finì in Tribunale dove il Comune di San Benedetto fu condannato a risarcire i danni alle famiglie delle vittime.

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