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L’Atalanta allenata da Emiliano Mondonico si apprestava ad affrontare un nuovo campionato di A dopo un solo anno di purgatorio nella serie cadetta.

I bergamaschi avevano come obbiettivo il raggiungimento di una salvezza tranquilla, anche perché il livello del nostro campionato era davvero altissimo e la differenza tecnica tra le varie compagini si andava sempre più assottigliando.

L’Atalanta era stata protagonista di un’ottima campagna acquisti con gli ingaggi di calciatori importanti come l’attaccante brasiliano Evair, il regista svedese Prytz, il portiere Ferron proveniente dalla Sambenedettese e gli esperti Contratto e Vertova.

Gli uomini di Mondonico dimostrarono sin da subito di avere le qualità per raggiungere un traguardo prestigioso e così trascinati dai gol di Evair, dalla grinta di Stromberg , dalle giocate di Nicolini e da una difesa di ferro guidata dal libero Progna e da un grande portiere come Ferron, i bergamaschi chiusero il campionato al sesto posto ottenendo la qualificazione in Coppa Uefa. Un risultato straordinario per una squadra che solo un anno prima giocava in B e che aveva come obbiettivo quello della salvezza.

Stomberg e compagni non furono protagonisti solo in campionato, ma anche in Coppa Italia dove l’Atalanta fu eliminata soltanto in semifinale da una Sampdoria trascinata dai gol di Vialli e Mancini.

Per la società bergamasca quello fu l’avvio di un ciclo importante visto che la qualificazione in Uefa arrivò anche nella stagione successiva e la Dea restò in Serie A fino al 1994.

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