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Nella stagione 1990/91 il Lecce si apprestava a disputare il suo terzo campionato consecutivo in Serie A con una novità importante: il tecnico Carletto Mazzone, passato nel frattempo al Pescara, fu sostituito con il polacco Zbigniew Boniek. L’ex calciatore della Juventus era al suo debutto in panchina ed esordire così presto alla guida di una squadra di serie A era sicuramente una banco di prova particolarmente impegnativo e rischioso.

I giallorossi si rinforzarono con l’arrivo di Sergeij Alejnikov, proveniente dalla Juve, e del brasiliano Mazinho. Due acquisti importanti e di livello internazionale, che si andavano ad inserire in un gruppo già ben rodato. La compagine salentina in campionato partì in maniera positiva disputando una grande fase iniziale e alla fine del girone d’andata era vicinissima alla zona Uefa, un grande risultato e per certi versi inaspettato. Per Boniek ed i suoi ragazzi terribili gli elogi si sprecavano e i giallorossi sembravano ormai essere diventati una realtà del calcio italiano.

Purtroppo nel girone di ritorno le cose cambiarono radicalmente. La squadra iniziò ad avere un vistoso calo di rendimento e ci furono una serie di infortuni molto lunghi come quelli di Garzya, Marino e Benedetti, pedine fondamentali nello scacchiere del tecnico polacco.

La rosa di quel Lecce era numericamente piuttosto striminzita e così non aveva sostituti all’altezza dei titolari infortunati e nel giro di pochissimi mesi da essere tra le pretendenti per un posto in Europa precipitò in zona retrocessione.

Nelle ultime dieci giornate Conte e compagni crollarono ed i giallorossi retrocessero mestamente in B chiudendo la stagione al quart’ultimo posto.

I salentini risalirono in massima serie soltanto due anni dopo con Bruno Bolchi in panchina.

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