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Fabrizio Lorieri, tra gli anni ’80 e ’90, è stato in assoluto uno dei portieri più spettacolari del calcio italiano. Ancora oggi ricordiamo la sua agilità ed i suoi voli plastici. Queste caratteristiche lo portarono anche ad avere l’onore di apparire sulla copertina dell’album calciatori Panini nella stagione 1992-93. Ma ora ripercorriamo la carriera di questo portiere, che forse avrebbe meritato qualcosina in più per le sue grandi capacità tecniche.

Lorieri crebbe calcisticamente nelle giovanili dell’Inter e dopo qualche anno iniziò a far parte della prima squadra dei nerazzurri. In quel periodo arrivarono anche le prime convocazioni in Under 21, ma il problema era che Fabrizio sia all’Inter che nell’Under era chiuso da un mostro sacro come Walter Zenga, e così nella stagione 1986/87 passò al Torino dove tra alti e bassi riuscì a disputare una settantina di partite.

La squadra dove mise maggiormente in mostra le sue qualità fu sicuramente l’Ascoli. Nelle Marche il portierone ex Inter giocò dal 1989 al 1993, disputando campionati di altissimo livello che gli permisero di approdare in una grande piazza come quella di Roma.

Con i giallorossi giocò due stagioni (dal 1993-95) dove si alternò con Cervone. In realtà le cose per Lorieri non andarono bene come si sperava.

Successivamente Lorieri visse una seconda giovinezza a Lecce. La compagine salentina allenata da Ventura fu protagonista di una doppia promozione dalla C1 alla serie A e Lorieri diventò ben presto l’idolo dei tifosi giallorossi. L’ultima esperienza siginificativa di Fabrizio fu nel Genoa dove militò dal 2000 al 2002.

Forse l’unica pecca della carriera di Lorieri fu quella di non aver pienamente convinto quando ha avuto la possibilità di fare il salto di qualità andando a giocare in squadre prestigiose come Inter, Roma Torino. Per il resto ancora oggi viene ricordato con grandissimo affetto da tanti tifosi.

Lorieri oggi è un preparatore dei portieri e ha già lavorato con Empoli, Parma, Lecce, Sassuolo e Sampdoria.

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