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Verso la metà degli anni ‘80 tra i giovani più promettenti del calcio italiano c’era un attaccante che sembrava essere un predestinato: il suo nome era Massimo Ciocci.

Giovanni Trapattoni stravedeva per il giovane calciatore marchigiano tanto da farlo esordire in Serie A nel marzo 1987 contro il Napoli di Maradona. Anche la tifoseria nerazzurra prese in simpatia il velocissimo Ciocci e qualcuno iniziò ad affibbiargli il soprannome di “El Buitre” in quanto nelle movenze ricordava molto la stella del Real Madrid Emilio Butragueño.

Il primo gol realizzato in Serie A dal giovane attaccante dell’Inter risale alla partita contro la Fiorentina giocata il 26 aprile 1987. Ciocci all’epoca aveva solo 19 anni.

Nella stagione successiva Massimo iniziò a giocare con maggiore continuità realizzando reti importanti come la doppietta messa a segno contro la Roma nella partita giocata a San Siro il 27 marzo 1988. Per la cronaca la partita terminò con il risultato di 4-2 in favore della compagine allenata da Trapattoni.

L’Inter per cercare di far maturare il suo giovane bomber decise di cederlo in prestito per due stagioni consecutive in Serie B: prima a Padova e poi ad Ancona.

L’esperienza ad Ancona per l’ex calciatore delle giovanili dell’Inter fu entusiasmante: Ciocci realizzò 19 gol (vice capocannoniere dietro Andrea Silenzi) e l’Ancona sfiorò la promozione in Serie A.

Nella stagione 1990-91 Massimo Ciocci ritornò in Serie A trasferendosi a Cesena. La squadra romagnola era allenata da un giovane Marcello Lippi. L’attaccante marchigiano realizzò 15 gol giocando con continuità e dimostrando di valere una grande squadra.

Finalmente l’Inter si ricordò del suo figliol prodigo e così Ciocci per la Serie A 1991-92 ebbe la grande opportunità di ritornare nella compagine nerazzurra. Ormai l’ex Ancona non era più soltanto una promessa, ma una realtà. Nelle ultime due stagioni, tra Ancona e Cesena, aveva realizzato 34 gol ed era ormai uno degli attaccanti italiani più prolifici. Nel frattempo in casa nerazzurra c’era stato un cambiamento importante: Giovanni Trapattoni, ritornato alla Juventus, non era più l’allenatore dell’Inter ed al suo posto c’era Corrado Orrico. Quella di Orrico fu un’autentica scommessa della società del Presidente Pellegrini, una scommessa che a distanza di anni possiamo dire essere stata un po’ azzardata. Il campionato dei nerazzurri andò come molti avevano già previsto alla vigilia: dimissioni di Orrico a Gennaio (sostituito da Luis Suarez) ed un anonimo ottavo posto in classifica.

Per quanto riguarda Ciocci, iniziò la stagione subito col botto: prima giornata di campionato a San Siro contro il Foggia, i nerazzurri erano sotto di un gol, Ciocci entrò in campo nel secondo tempo al posto di Fausto Pizzi e alla prima occasione utile riuscì subito a pareggiare con un bel destro che superò il portiere Franco Mancini. Per l’ex attaccante della primavera nerazzurra sembrava potesse essere un’altra stagione da grande bomber, ma purtroppo non fu così. Quello fu l’unico gol di Ciocci in tutto l’arco della stagione. Molto probabilmente con Trapattoni in panchina, che conosceva benissimo il calciatore di Corridonia, le cose sarebbero andate diversamente.

Da quel momento in poi per Massimo iniziarono ad esserci una serie di stagioni anonime e un numero importante di infortuni che condizionarono pesantemente la carriera dell’ ex bomber del Cesena. “Mi resi conto che dopo l’infortunio patito a Genova la mia carriera non sarebbe stata più la stessa, dichiara Ciocci nel libro L’altro calcio anni ottanta e novanta, la mia caratteristica migliore era la velocità ed il crociato operato due volte iniziò a darmi enormi problemi. Prima di quel brutto infortunio quando scattavo davo almeno due metri al difensore avversario, ma dopo le operazioni ormai in velocità non riuscivo più a fare la differenza, anzi…”

Qualche anno dopo aver smesso di giocare l’ex attaccante di Cesena e Ancona viene colpito da un tumore all’intestino. Una brutta avventura che però Massimo è riuscito a superare con la solita determinazione. Oggi Ciocci è guarito da quel brutto male, ma ovviamente gli anni della malattia sono stati molto difficili da superare.

Dopo la guarigione Ciocci ha avuto l’opportunità di girare il mondo grazie all’Inter Academy, un’esperienza importante e ricca di soddisfazioni per l’ex talento nerazzurro. Massimo è stato tre anni in Giappone, un anno in Cina a Shangai e poi ha lavorato nel settore giovanile del Jiangsu Suning. Ha allenato l’under 14 e l’under 16. Dallo scorso anno è tornato in Italia e allena la Civitanovese.

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