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Volevo condividere con voi i miei ricordi delle partite della nazionale italiana nei campionati del mondo.

Iniziamo con il mondiale di Usa ‘94.

Era il 18 giugno 1994, l’Italia allenata da Arrigo Sacchi faceva il suo esordio ai mondiali contro l’Irlanda. Una partita che vedeva gli azzurri partire come favoriti, ma che in realtà nascondeva parecchie insidie. La squadra irlandese quattro anni prima, a Italia ‘90, era giunta sino ai quarti di finale e fu eliminata proprio dalla nazionale italiana.

Di quel periodo ho ricordo abbastanza nitidi. Nel giugno del 1994 stavo preparando gli esami di terza media e naturalmente, per un calciofilo come me, studiare proprio mentre c’erano i campionati del mondo di calcio fu un vero supplizio e infatti il mio esame fu piuttosto scadente. All’epoca avevo 14 anni e dopo aver letto le convocazioni di Sacchi ero davvero incazzatissimo con il mister di Fusignano. Lasciare a casa gente come Mancini, Vialli, Lombardo, Peruzzi, Ferrara, Crippa e Vierchowod per far posto a calciatori come Massaro, Minotti, Apolloni, Casiraghi, Mussi, Evani, Bucci ed un malconcio Berti mi sembrava qualcosa che aveva davvero poco senso. Ovviamente all’epoca non capivo che per Sacchi la tattica e la disciplina fossero molto più importanti rispetto alle qualità dei singoli calciatori. Anche se a dir la verità, a distanza di tanti anni, devo dire che l’integralismo dell’ex allenatore del Milan mi appare anche oggi esagerato.

Ero il classico adolescente dei primi anni novanta, a casa ci rimanevo per poco tempo e nel mese di giugno trascorrevo i pomeriggi a giocare a calcio con gli amici in qualche piazza della mia città. Certo, in quel periodo avrei dovuto studiare ma il richiamo del pallone, degli amici e dell’aria aperta era troppo forte. Ricordo che il giorno prima di Italia-Eire andai a giocare con i miei compagni di classe ed eravamo molto pessimisti per la partita d’esordio degli azzurri, le convocazioni di Sacchi e le gare di preparazione al mondiale non avevano convinto.

Guardai il match in una località balneare vicino ad Ostuni con una vecchia televisione in bianco e nero. L’Italia si schierò in campo con questa formazione:

Pagliuca, Tassotti, Maldini, Albertini, Costacurta, Baresi, Donadoni, D. Baggio, Signori , R. Baggio, Evani

Il primo quarto d’ora fu un vero incubo! Gli azzurri giocavano a ritmi molto lenti con una serie di inutili passaggi orizzontali e con nessun tiro in porta. All’ 11’ ecco la prima amarezza di quel mondiale: il grande Franco Baresi rinviò male di testa (capitava anche a lui di sbagliare) e Houghton con un velenoso pallonetto superò Pagliuca, troppo avanzato in quell’occasione, portando in vantaggio l’Irlanda. Per Roberto Baggio e compagni fu notte fonda. La nazionale italiana non riusciva a reagire e solo verso la metà del primo tempo si iniziò a vedere qualche buona combinazione tra Baggio e Signori, ma i due sembravano non essere compatibili e tra l’altro erano troppo isolati.

Il primo tempo fu una vera delusione e ancora oggi ricordo le bestemmie di mio padre, che non riusciva a capire il motivo per cui i nostri continuassero a giocare con una serie infinita di “passaggini e passaggetti” (sue testuali parole).

Nella ripresa Sacchi fece entrare Massaro al posto di Evani e dirottò Signori sulla sinistra a fare il tornante, un’altra scelta non facile da capire. Gli azzurri nel secondo tempo sembrarono essere leggermente più pimpanti, ma gli irlandesi allenati da un vecchio marpione della panchina come Jack Charlton si difendevano con grande ordine. Un occasione importante capitò a Dino Baggio, che però fu atterrato in area di rigore da un difensore avversario, il rigore sembrava netto ma l’arbitro la pensò diversamente. Oggi a distanza di 26 anni ho rivisto le immagini e posso tranquillamente dire che era rigore.

In seguito l’Italia ebbe altre occasioni con Roberto Baggio e Signori, ma l’opportunità più ghiotta capitò agli irlandesi con Sheridan, che colpì in pieno la traversa. Da qui in poi fu una lenta agonia, la nazionale azzurra ormai era spenta e con pochissime idee.

Ormai rassegnati e demoralizzati, assistemmo al fischio finale dell’arbitro. Eire batte Italia 1-0! Un inizio peggiore non ci sarebbe potuto essere! Perdere la prima partita di un mondiale vuol dire essere praticamente costretti a vincere le altre due gare del girone facendo i conti con una terribile pressione mediatica.

Dopo la partita i giornalisti sportivi italiani erano quasi tutti infuriati con Sacchi, del suo calcio champagne non si era vista nemmeno l’ombra ed alcune scelte continuarono a non convincere.

La mia impressione era che il mister di Fusignano nella prima partita ebbe poco coraggio e si affidò ai calciatori che conosceva meglio come Tassotti, Evani e lo stesso Massaro entrato nel secondo tempo. La sensazione era che gli azzurri avrebbero dovuto e potuto osare un po’ di più schierando ad esempio un terzino più offensivo come Benarrivo e nella ripresa affidandosi al talento di Gianfranco Zola. Purtroppo era già tempo di processi e la seconda gara contro la Norvegia sarebbe stata decisiva per il passaggio del turno. Anche un pareggio avrebbe avvicinato gli azzurri ad una clamorosa eliminazione.

Il giorno dopo cercai di studiare, ma mentalmente ero già proiettato alla gara contro i norvegesi cercando di capire quale sarebbe stata la formazione migliore. Fosse per me avrei giocato in avanti con Baggio, Zola e Signori, ma ovviamente era utopistico. Sacchi non avrebbe mai abbandonato il suo 4-4-2.

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