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La stagione 1993/94 per il Foggia fu quella della definitiva consacrazione in Serie A con una qualificazione in Uefa sfiorata ed una serie di prestazioni di altissimo livello.

Quel campionato fu anche quello della svolta per mister Zeman, che a fine stagione lasciò i satanelli per approdare sulla panchina della Lazio.

Durante il calciomercato la società del presidente Casillo si era mossa con oculatezza effettuando acquisti mirati. Dal Pisa arrivò il forte argentino Chamot e dal Bologna Giovanni Bucaro, calciatori con i quali il Foggia rinforzò il reparto difensivo.

A centrocampo arrivò un rinforzo di qualità come quello di Stroppa, che insieme a Di Biagio e Seno andò a formare un terzetto di centrocampisti davvero completo.

In attacco arrivò la punta scuola Milan Massimiliano Cappellini, una valida alternativa per un reparto offensivo che poteva contare su calciatori importanti come Roy, Kolyvanov e Bresciani.

Ecco una delle formazioni tipo di quel Foggia:

Mancini, Chamot, Bucaro, Bianchini, Nicoli, Stroppa, Seno, Di Biagio, Bresciani, Roy, Kolyvanov

In quella stagione il nazionale olandese Brian Roy dimostrò finalmente tutto il suo valore e con 12 gol fu il miglior marcatore dei pugliesi. Roy dopo quasi un anno di apprendistato diventò fondamentale nello scacchiere tattico di Zeman e insieme al russo Kolyvanov riuscì ad alzare notevolmente il tasso tecnico della compagine dauna.

Il Foggia fu protagonista di un grande campionato confermandosi una vera macchina da gol con il solito gioco ultra offensivo del proprio allenatore.

Questa volta il sogno della qualificazione in Uefa svanì proprio all’ultima giornata di campionato nella gara persa in casa contro il Napoli, che si qualificò in Europa con tre punti di vantaggio proprio sui satanelli. Una vera disdetta per gli uomini Zeman, che persero quella sfida a causa di una “papera” del portiere Bacchin, il quale con un appoggio sbagliato regalò il pallone a Paolo Di Canio.

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