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23 giugno 1994, l’Italia allenata da Arrigo Sacchi dopo la brutta sconfitta contro l’Irlanda era chiamata all’immediato riscatto nella gara contro la Norvegia.

Un match fondamentale per gli azzurri, che in caso di sconfitta o pareggio erano praticamente con un piede fuori dal mondiale.

In Italia c’era molto scetticismo verso la nostra nazionale anche perché andavamo ad affrontare una compagine come la Norvegia, che nella prima partita aveva sconfitto il Messico dimostrando che oltre alle indubbie qualità fisiche aveva anche calciatori dotati di buona tecnica come ad esempio Rekdal, Mykland e Leonhardsen.

Ricordo che la vigilia del match per gli azzurri fu molto tormentata. I tifosi ed i giornalisti pretendevano da Sacchi una mezza rivoluzione nella formazione da schierare in campo contro gli scandinavi. In realtà la rivoluzione non ci fu, ma il mister di Fusignano diede alla squadra un’impronta decisamente più offensiva.

A Tassotti fu preferito Benarrivo, terzino più offensivo rispetto al milanista, mentre sulle fasce al posto di Donadoni ed Evani furono schierati Berti e Signori, quest’ultimo nell’inedito ruolo di tornante. In attacco a fare coppia con Roberto Baggio fu inserito Casiraghi, che aveva il compito di duellare con gli altissimi difensori norvegesi.

Ecco la formazione iniziale:

Pagliuca, Benarrivo, Maldini, Albertini, Costacurta, Baresi, Berti, D. Baggio, Casiraghi, R. Baggio, Signori

I primi minuti furono subito confortanti, l’Italia sembrava essere trasformata rispetto a quella squadra moribonda della gara contro l’Eire. Una bellissima punizione calciata di Signori trovò la testa di Berti, che colpì benissimo, ma purtroppo Thorstvedt effettuò una grandissima parata.

In quel momento ero finalmente felice di rivedere gli azzurri giocare un calcio propositivo, anche se in cuor mio non riuscivo ancora a capire perché Signori dovesse giocare a centrocampo e perché un talento come Zola anche in questa partita dovesse continuare a marcire in panchina. All’epoca si diceva che Baggio e Zola non potessero giocare insieme. E’ chiaro che in un 4-4-2 non avrebbero potuto farlo, ma giocare con un trequartista e le due punte era un’ ipotesi da non scartare e con la quale avremmo potuto sfruttare a pieno le potenzialità della nostra rosa. Ma ovviamente con un integralista come Sacchi tutto questo era praticamente impossibile.

Nel momento migliore degli azzurri ecco il patatrac: Benarrivo sbagliò a far il fuorigioco e Leonhardsen si involò solo davanti a Pagliuca, che fu costretto ad uscire fuori dall’area e a toccare il pallone con le mani. L’arbitro fu implacabile e per il portiere azzurro arrivò il cartellino rosso. A questo punto l’Italia rimase in dieci e Sacchi per far entrare Marchegiani fu costretto a sostituire Baggio. Il “divin codino”, sorpreso da quel cambio, prima di uscire nei confronti del mister azzurro sussurrò: “ma questo è impazzito”.

Sinceramente in quell’occasione fui d’accordo con Sacchi, lasciare da solo in avanti Roberto Baggio contro i colossi norvegesi non avrebbe avuto senso e l’Italia avrebbe potuto giocare solo palla a terra. Con Casiraghi si sarebbero avute maggiori soluzioni tattiche e avremmo potuto sfruttare anche i lanci lunghi per far salire la squadra.

Albertini e compagni sembravano resistere bene anche in dieci e così il primo tempo si chiuse sullo 0-0. Un’Italia sicuramente diversa rispetto a quella contro l’Irlanda, ma giocare in dieci per tutto il secondo tempo sarebbe stata durissima. Tra l’altro quello era un match che gli azzurri avrebbero dovuto vincere, ma in quelle condizioni l’impresa appariva davvero titanica.

All’inizio del secondo tempo un altro guaio! Franco Baresi si infortunò ed al suo posto entrò Apolloni. A quel punto pensai che quel mondiale per noi fosse davvero “sfigato”. La Norvegia iniziò a farsi minacciosa e nei primi dieci minuti del secondo tempo alzò il baricentro rendendosi pericolosa in più di un’occasione.

L’Italia rimase a galla soprattutto grazie alle iniziative di Beppe Signori, che sulla sinistra era davvero imprendibile. Al 68’ entrò Massaro al posto di un esausto Casiraghi. E subito dopo l’ingresso in campo dell’attaccante del Milan, ecco l’apoteosi: Signori calciò un bellissima punizione dalla sinistra che trovò il grande inserimento di Dino Baggio, che con un perfetto colpo di testa superò il portiere norvegese. Italia-Norvegia 1-0! Ancora oggi ricordo il boato di tutto il vicinato per un gol fondamentale, che riapriva il discorso qualificazione.

Gli ultimi venti minuti della partita furono una vera sofferenza, gli azzurri erano stanchissimi e Sacchi aveva esaurito le sostituzioni. Maldini si infortunò, restò in campo, ma praticamente l’Italia giocò in nove.

I norvegesi non mollavano, ma la partita finì con la vittoria degli azzurri! Finalmente una buona Italia, ma che fatica!

In realtà Maldini e compagni avevano disputato un’ottima partita, ma questa volta la sfortuna ci aveva messo lo zampino con l’espulsione di Pagliuca e l’infortunio di Baresi. Nonostante tutto la vittoria era arrivata e contro il Messico, gara non proibitiva, gli azzurri potevano staccare il pass per la qualificazione agli ottavi di finale.

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