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Il 25 febbraio scrissi un post sui social di “Altro calcio anni ’80-’90” in cui me la prendevo con alcuni giornalisti sportivi, che per giustificare le sconfitte delle squadre italiane nelle partite d’andata della Champions tiravano in ballo gli arbitraggi. In pochi ebbero il coraggio di dire che il livello del calcio italiano negli ultimi anni si è abbassato in maniera clamorosa e parlare degli arbitraggi era soltanto un alibi. Ora dopo il flop europeo, quattro squadre eliminate su cinque, in tanti hanno cambiato completamente versione. Dopo l’eliminazione della Juve hanno gettato la croce addosso a Ronaldo e a Pirlo, mentre dalla giornata di oggi scrivono che il calcio italiano tatticamente è antico e che le nostre squadre non giocano in maniera europea. Ancora volta non dite la verità ai tifosi!
Il problema è il livello tecnico del nostro calcio! Purtroppo non abbiamo più calciatori, soprattutto italiani, in grado di fare la differenza a livello internazionale. Se non vinciamo una Champions da 11 anni, e se l’ultima vittoria in Europa League risale ad oltre 20 anni fa, quando si chiamava ancora Coppa Uefa, dobbiamo porci delle domande.
Gli azzurri ai campionati del mondo del 2010 e del 2014 sono stati eliminati al primo turno da squadre come Slovacchia e Costa Rica, e nel 2018 sono rimasti addirittura a casa. Sempre colpa degli arbitri? Sempre colpa della tattica? Sempre colpa della sfortuna?
Ma perché non dite la verità ai tifosi? Perché non dite la verità alle nuove generazioni, che non hanno conosciuto il calcio italiano di 20-30 anni fa? La verità è che il livello attuale del nostro calcio è mediocre! Ormai all’estero ci sono alcune società che rispetto alle nostre sono di un altro pianeta sotto tutti i punti di vista. Basta con gli alibi e con le chiacchiere! Il calcio italiano a livello internazionale non vince nulla da anni! Abbiamo bisogno di riforme importanti a partire dai settori giovanili, che sono stati completamente dimenticati. Bisogna ritornare ad ingaggiare tecnici e dirigenti di alto livello, non i doppiolavoristi. Dobbiamo ritornare ad avere nei vivai personaggi come Favini, Vatta ecc. La nostra forza era proprio quella! Per non parlare anche dei campionati minori, che negli anni ’80 e ’90 erano una vera e propria fucina di talenti, e invece oggi sono di un livello bassissimo e praticamente abbandonati al loro destino.
Ho voluto pubblicare la foto della copertina del mitico Guerin Sportivo della stagione 1989/90, quando il Milan vinse la Coppa dei Campioni, la Juventus la Coppa Uefa e la Sampdoria la Coppa delle Coppe, proprio per far capire il livello tecnico delle squadre italiane di quel periodo. Senza dimenticare che in quegli anni il nostro calcio in Europa riusciva a portare in semifinale e finale squadre come Cagliari, Fiorentina, Torino, Napoli, Atalanta (indimenticabile la semifinale raggiunta in Coppa delle Coppe quando giocava in B) e Sampdoria. Occorre far presto, negli altri paesi sono già avanti anni luce rispetto a noi. In Italia pensiamo di poter vivere di rendita all’infinito, ma prima o poi il giocattolo si romperà definitivamente e sarà troppo tardi per tornare indietro.

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  • Giuseppe

    Secondo me il problema del calcio italiano e anche internazionale è che nell era moderna questo sport, ha avuto un enorme “crescita” a livello monetario. Quindi, si preferisce ingaggiare i vari Ronaldo, Lukako, Ibrahimovic, mentre potrebbero stare attenti ai vari vivai, per far crescere il calcio nostrano.
    I vari Barella, Chiesta, Bastoni, Verratti etc etc, non hanno i sostituti e per questo che il calcio italiano, sta perdendo colpi.
    Tengo a precisare che è solo un mio modesto parere…

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