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La classifica marcatori della Coppa dei Campioni 1988/89 parlava soprattutto rumeno e olandese. Questo dipendeva dal fatto che le squadre giunte in finale, e che quindi disputarono un maggior numero di partite, furono il Milan allenato da Arrigo Sacchi e lo Steaua Bucarest allenato da Iordanescu, due squadre che oltre ad ottenere risultanti importanti giocavano un calcio moderno e spettacolare.

Il capocannoniere di quell’edizione della Coppa dei Campioni fu il grande Marco Van Basten, l’attaccante olandese realizzò 10 gol, due in finale, dimostrando di essere in quel momento il centravanti più forte al mondo. Dopo quella grande stagione, al calciatore del Milan fu assegnato il pallone d’oro.

Sul podio della classifica marcatori c’era la presenza di due rumeni: Marius Lacatus e Gheorghe Hagi, rispettivamente con 7 e 6 gol. In seguito entrambi giocarono nel campionato italiano, ma con alterne fortune. Lacatus dopo i fasti degli anni ottanta con la maglia dello Steaua, provò l’avventura italiana indossando la maglia della Fiorentina, ma le cose non andarono come ci si attendeva. L’attaccante rumeno realizzò soltanto tre reti non risultando mai decisivo. Dopo una sola stagione in Italia passò agli spagnoli del Real Oviedo, ma anche in Spagna non riuscì a lasciare il segno.

Hagi merita un discorso a parte, parliamo di un grandissimo talento protagonista di giocate incredibili. Soprannominato il Maradona dei Carpazi, Hagi ancora oggi è considerato il calciatore rumeno più forte di tutti i tempi. Giocò in due grandissime squadre come Real Madrid e Barcellona, e due mondiali da protagonista a Italia ‘90 e Usa ‘94. Indimenticabili anche le sue stagioni con la maglia del Brescia, dove militò dal 1992 al 1994 voluto fortemente dal suo mentore Mircea Lucescu.

A quota 5 reti troviamo a pari merito il mitico Hugo Sanchez, attaccante messicano del Real Madrid e il bomber turco Colak, calciatore che con la maglia del Galatasaray aveva una media gol impressionante.

Con 4 gol due mostri sacri del calcio di quegli anni: lo spagnolo Butragueño e l’olandese Ruud Gullit. Con lo stesso numero di reti c’era una sorpresa: il giovanissimo rumeno Dumitrescu, che a soli 20 anni era riuscito a diventare uno degli attaccanti più prolifici del panorama calcistico europeo.

Per quanto riguarda i calciatori italiani, ci pensò Pietro Paolo Virdis a tenere alta la nostra bandiera. Il bomber sardo, pur non essendo titolare di quel Milan, riuscì a realizzare 3 reti.

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