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Gianluca Pagliuca conta 39 presenze con la maglia della nazionale, ha preso parte a tre mondiali (Italia ‘90, Usa ‘94 e Francia ‘98) ed è stato convocato per due Olimpiadi (Seul ‘88 e Atlanta ‘96).

Ma quando iniziò la storia di Pagliuca con la nazionale azzurra? La prima convocazione dell’ex portierone della Sampdoria risale al 1989, quando Vicini per sostituire l’infortunato Tacconi lo convocò come vice Zenga nell’amichevole contro la Bulgaria

Il numero uno sampdoriano partecipò come terzo portiere a Italia 90. All’epoca Pagliuca aveva 24 anni e nonostante fosse già da tempo un elemento fondamentale della grande Sampdoria del presidente Mantovani, faceva fatica a trovare spazio in azzurro dove c’erano due mostri sacri come Zenga e Tacconi.

La prima occasione di giocare in nazionale ci fu nella Scania Cup. In questo mini torneo, giocato in Svezia nel giugno 1991, Pagliuca disputò il secondo tempo della partita contro l’Unione Sovietica, dove tra l’altro mise in luce la sua abilità da para rigori. Giocò anche il secondo match del torneo contro la Danimarca.

La svolta della carriera di Pagliuca in azzurro avvenne con l’arrivo in panchina di Arrigo Sacchi. Il mister di Fusignano nel giro di pochi mesi sovvertì le gerarchie, accantonando definitivamente Walter Zenga e creando una sorta di dualismo tra Pagliuca e Marchegiani.

Alla fine a spuntarla fu il portiere della Sampdoria, che a partire dal 18 novembre 1992 (Scozia-Italia) diventò il portiere titolare della compagine italiana. Un ruolo che avrebbe conservato fino al 1994.

In realtà Gianluca non convinse del tutto nel mondiale di Usa 94, dove le sue prestazioni non furono particolarmente convincenti. Pagliuca ebbe delle responsabilità nel gol subito contro l’Irlanda, e fu espulso nella gara contro la Norvegia. Anche nella finale ebbe un’indecisione con il pallone che, dopo un tiro centrale, gli sfuggì dalle mani e andò al colpire il palo. In quell’occasione diventò iconica l’immagine di Pagliuca che baciò il palo.

Sia per il mondiale poco brillante che per l’ascesa di Peruzzi, il ruolo di titolare di Gianluca, nel frattempo passato all’Inter, incominciò ad essere messo in discussione. Così a partire dal 1995, a difendere la porta italiana ci fu il portiere della Juventus Angelo Peruzzi. Sacchi iniziò a non convocare Pagliuca, una scelta che fece molto discutere. Il mister di Fusignano si difese affermando che un portiere del suo valore non poteva fare la riserva.

Il portierone dell’Inter ritrovò la maglia azzurra solamente due anni dopo con l’avvento in panchina di Cesare Maldini. Nelle gerarchie dell’ex tecnico della nazionale under 21, Pagliuca sarebbe stato il secondo portiere. Il titolare era Peruzzi, mentre il ruolo di terzo spettava al giovanissimo Buffon. Gerarchie che rimasero immutate anche per Francia ‘98. Proprio alla vigilia di quel mondiale Peruzzi si infortunò, e così Pagliuca giocò il suo secondo mondiale consecutivo da titolare.

Gianluca aveva quasi 32 anni e giocò un grande campionato del mondo, decisamente migliore rispetto a quello di quattro anni prima, dimostrando di essere ancora tra i migliori numeri uno al mondo.

La partita persa ai rigori contro la Francia, è stata l’ultima gara di Pagliuca in nazionale. Successivamente con l’arrivo in panchina di Zoff, il portiere nerazzurro fu immediatamente accantonato. Una scelta ancora difficile da comprendere, visto il valore del portiere e considerando che non aveva mai dato problemi anche quando aveva perso i galloni da titolare.

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