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Gli azzurri di Azeglio Vicini, dopo la traumatica eliminazione a Italia ‘90, ripresero il loro cammino cercando di mettersi alle spalle quella grande delusione.

L’Italia il 17 ottobre 1990, giocò a Budapest la prima partita del girone di qualificazione agli europei del 1992. Purtroppo il match contro l’Ungheria, avversario non irresistibile, terminò con uno scialbo 1-1, un inizio poco incoraggiante.

Nella seconda gara del girone, gli azzurri ospitarono la temibilissima Unione Sovietica. Una sfida che per l’Italia, dopo il mezzo passo falso di Budapest, diventava già fondamentale per la qualificazione, visto che i sovietici erano i nostri maggiori rivali per la vittoria finale del girone. Bisogna considerare che all’epoca si qualificava agli Europei solo ed esclusivamente la prima classificata di ogni gruppo, per cui ogni partita andava affrontata con il coltello tra i denti.

Vicini era intenzionato a schierare una formazione offensiva per cercare di scardinare l’ordinata difesa dell’Unione Sovietica. Era un match da vincere a tutti i costi, e così mister Azeglio decise di schierare sin da subito un tridente offensivo composto da Baggio, Mancini e Schillaci.

Dall’altra parte l’Urss poteva contare su calciatori importanti e di talento come Kanchelskis, Shalimov, Mikhaijlichenko, Dobrovolskij ecc.

La partita Italia-Urss si giocò allo stadio Olimpico di Roma il 3 novembre 1990 alle ore 14,30.

Ecco le formazioni iniziali:

ITALIA: Zenga, Ferrara, Maldini, Baresi, Ferri, De Agostini, Crippa, De Napoli, Schillaci, Mancini, Baggio

All: Vicini

U.R.S.S.: Uvarov, Chernishov, Kulkov, Zvejba, Alejnikov, Shalimov, Mikhaijlichenko, Kanchelskis, Ghezko, Mostovoj, Dobrovolskij

All: Bishovets

Purtroppo le cose non andarono come ci si aspettava; infatti gli azzurri, nonostante lo schieramento offensivo, fecero fatica a rendersi pericolosi. Le uniche occasioni importanti per sbloccare la partita le ebbero Schillaci, dopo una bella combinazione con Baggio e Mancini, e Ferrara dopo un bellissimo scambio ancora con Roberto Mancini.

L’Unione Sovietica si dimostrò ancora una volta una squadra tostissima da superare, e più di una volta andò vicina al gol del vantaggio.

Come già avvenuto contro l’Ungheria, Baresi e compagni giocarono una gara sottotono. Il match terminò con un noioso e soporifero 0-0.

Gli azzurri a fine partita uscirono tra i fischi dei tifosi dello Stadio Olimpico. Le notti magiche ormai apparivano come un lontano ricordo. L’impressione era che proprio la grande amarezza di Italia ‘90 avesse lasciato strascichi su un gruppo che praticamente era rimasto lo stesso del mondiale.

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