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Il Genoa nella stagione 1990/91 ripartì con diverse novità. Franco Scoglio lasciò i grifoni dopo due annate esaltanti, in cui aveva prima riportato la squadra in serie A e dopo l’aveva condotta ad una tranquilla salvezza. A prendere il posto del professore di Lipari sarebbe stato Osvaldo Bagnoli, che dopo ben nove stagioni lasciò la guida del Verona, squadra con cui nel 1985 conquistò un incredibile scudetto.

Il Genoa del presidente Spinelli aveva progetti ambiziosi, che si intuirono sin da subito grazie ad una campagna acquisti di grande livello.

I rossoblù erano riusciti ad acquistare due calciatori stranieri di altissimo profilo come il cecoslovacco Tomáš Skuhravý e il brasiliano Branco, giocatori che avevano disputato un ottimo mondiale (Italia ‘90) e che si rivelarono sin da subito fondamentali per il destino dei grifoni. Completarono il calciomercato rossoblù due centrocampisti importanti come Onorati e Bortolazzi, che avevano alle spalle già diversi campionati in A, e l’esperto attaccante Pacione.

Il Genoa, rispetto all’annata precedente, appariva nettamente rinforzato. Soprattutto la coppia d’attacco composta da Aguilera e Skuhravý prometteva faville, i due si integravano benissimo e potevano essere l’arma in più della compagine allenata da Bagnoli.

Le prime giornate di campionato per Signorini e compagni furono un po’ al di sotto delle aspettative, la squadra faceva fatica a vincere e a sviluppare un gioco all’altezza della situazione. La svolta avvenne il 25 novembre 1990 grazie alla vittoria nel derby della lanterna. Una partita che i rossoblù vinsero con il risultato di 1-2, grazie alle reti di Eranio e Branco, per i blucerchiati andò a segno Vialli. Da quel momento i ragazzi di Bagnoli cambiarono decisamente marcia e iniziarono a segnare con grande regolarità grazie alla coppia Aguilera- Skuhravý e grazie a Branco, che sui calci piazzati era un cecchino quasi infallibile. Il girone d’andata si chiuse in bellezza con la vittoria in trasferta a Torino contro la Juventus.

Il Genoa nella seconda parte del campionato era diventata una vera e propria macchina da gol, ormai i calciatori avevano assimilato al meglio i dettami tattici di mister Bagnoli e la conquista di un posto in Europa appariva essere un obiettivo ormai alla portata della società di Spinelli.

I grifoni nelle ultime sei partite conquistarono nove punti restando imbattuti e chiudendo il campionato al quarto posto, un grandissimo risultato.

Aguilera e Skuhravý disputarono una stagione di altissimo livello, entrambi siglarono 15 reti. In quel campionato fecero meglio di loro soltanto Matthaus con 16 reti, e Vialli con 19.

Per il Genoa arrivò finalmente, dopo anni difficili, la qualificazione in Coppa Uefa grazie a quel quarto posto che ancora oggi per i grifoni è il miglior piazzamento di sempre dal secondo dopoguerra.

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