Serie A 1996/97, quando la classifica marcatori parlava italiano

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Nella classifica marcatori della Serie A 1996/97, spiccavano quasi esclusivamente nomi italiani. Infatti tra i primi dieci bomber del campionato erano presenti soltanto due stranieri (Balbo e Djorkaeff). Purtroppo oggi una situazione del genere sarebbe impossibile, visto che nelle nostre squadre giocano soprattutto stranieri.

Il capocannoniere di quella stagione fu un giovane Filippo Inzaghi, che all’epoca aveva 23 anni. Inzaghi militava nell’Atalanta e per la prima volta ebbe l’opportunità di giocare come titolare in massima serie. Il bomber piacentino non si fece sfuggire l’occasione siglando 24 reti, anche grazie ai suoi gol la squadra orobica ottenne una salvezza tranquilla. Dietro la punta atalantina troviamo il sampdoriano Vincenzo Montella con 22 gol. L’attaccante napoletano, dopo aver dimostrato le sue qualità da bomber in serie B con la maglia del Genoa, dimostrò di poter fare la differenza anche in A.

Il podio era chiuso dall’argentino Abel Balbo (17 reti), calciatore che in quegli anni riusciva sempre a raggiungere la doppia cifra. A quota 16 ritroviamo il “cobra” Sandro Tovalieri, che visse una stagione particolare. Il bomber romano giocò la prima parte del campionato nella Reggiana, dove siglò 4 reti, e la seconda parte nel Cagliari con cui realizzò 12 gol. Purtroppo le sue prestazioni non servirono alla compagine sarda a salvarsi dalla B.

A 15 gol c’erano appaiati Giuseppe Signori, Marco Negri e Roberto Mancini. Signori negli anni novanta segnò caterve di gol dimostrando di essere uno dei migliori attaccanti italiani di quel decennio. Negri era alla sua prima stagione in Serie A, e dopo aver realizzato 37 gol in due stagioni con Cosenza e Perugia, fece la differenza anche ad alti livelli. Dopo quel grande campionato per l’attaccante ex Udinese arrivò l’offerta dei Glasgow Rangers dove si consacrò a livello internazionale. Mancini, alla sua ultima stagione con la Sampdoria, risultò essere ancora una volta determinante per la squadra allenata da Eriksson e con Montella formò una grande coppia d’attacco.

A quota 14 reti menzioniamo i nomi di altri due grandi attaccanti italiani come Enrico Chiesa del Parma, che dopo l’ottima annata con la maglia della Samp si consacrò anche in Emilia, e Pasquale Luiso del Piacenza. Il “toro di Sora” proveniva dall’Avellino in B, ma non risentì in alcun modo del passaggio di categoria. Nella stagione successiva fu acquistato dal Vicenza, con cui fu protagonista anche in Coppa delle Coppe.

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