Sampdoria 1994/95, quella finale in Coppa delle Coppe svanita per un soffio

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La Sampdoria 1994/95 proveniva da una grande stagione in cui aveva chiuso il campionato al terzo posto ed era riuscita a vincere la Coppa Italia.

In realtà la società blucerchiata aveva perso due pezzi da novanta come Pagliuca, ceduto all’Inter, e Ruud Gullit, tornato al Milan. Due calciatori determinanti nell’annata precedente.

La Samp si rinforzò con gli arrivi dall’Inter di Walter Zenga e Riccardo Ferri, grandi nomi ma ormai a fine carriera, e il talentuoso Riccardo Maspero proveniente da grandi campionati con la maglia della Cremonese. Da segnalare anche l’arrivo di Alessandro Melli, che si era messo in luce nel Parma allenato da Nevio Scala.

La prima delusione della stagione arrivò nella Supercoppa Italiana, dove i ragazzi di Eriksson persero ai calci di rigore contro il Milan. Una partita sfortunata per Mancini e compagni, che dopo essere passati in vantaggio nel primo tempo con Mihajlović, subirono il pareggio di Gullit a cinque minuti dalla fine. Decisivi furono i calci di rigore, dove i rossoneri furono praticamente infallibili. 

L’avvio del campionato per la Sampdoria fu molto altalenante, con una squadra che faceva fatica a trovare il giusto equilibrio tattico. I mesi più critici per la compagine genovese furono quelli di ottobre e novembre, periodo in cui i blucerchiati non riuscivano più a vincere.

Nel mercato invernale, che in quegli anni era a novembre, ci fu lo scambio con il Milan Gullit-Melli. Il campione olandese ritornò a Genova, mentre l’ex attaccante del Parma andò a giocare nella squadra di Fabio Capello.

La prima svolta positiva del campionato vi fu dopo la vittoria nel derby del 4 dicembre 1994. Gara vinta per 3-2 con reti di Vierchowod, Lombardo e Maspero. Da quel momento la Sampdoria iniziò ad ottenere una serie di risultati positivi, ma il cambio di marcia decisivo non arrivò mai.

I blucerchiati chiusero il campionato all’ottavo posto, fuori dalle coppe europee. Un risultato deludente considerando quelle che erano le premesse della vigilia.

Un capitolo a parte è quello della Coppa delle Coppe, dove la Sampdoria arrivò davvero ad un passo dal sogno. In realtà il cammino in Coppa non fu semplice, ma costellato da una serie di difficoltà.

Mancini e compagni iniziarono l’avventura europea con la sconfitta per 3-2 contro i norvegesi del Bodø/Glimt. Risultato capovolto a Genova grazie alle reti di Platt e Lombardo.

Dopo aver superato negli ottavi di finale gli svizzeri del Grasshoppers, per la Samp arrivò il durissimo scoglio del Porto. I portoghesi nelle competizioni europee hanno sempre avuto una grande tradizione.

La gara d’andata fu giocata allo stadio Marassi il 2 marzo 1995. Una partita complicata, che vide prevalere il Porto grazie al gol del russo Juran.

La partita di ritorno si preannunciava complicatissima. Ad Oporto la compagine di Eriksson riuscì a riequilibrare le sorti del match grazie ad un bellissimo gol di Roberto Mancini, che con un bellissimo sinistro al volo superò Vitor Baia.

Per decretare la semifinalista furono necessari i calci di rigore. La Samp dal dischetto fu infallibile, andarono a segno nell’ordine Mihajlović, Jugovic, Maspero, Salsano e Lombardo. Per i portoghesi fu decisivo l’errore di Latapy, il suo tiro fu respinto facilmente da Walter Zenga.

In semifinale per i blucerchiati c’era da superare un avversario particolarmente ostico come l’Arsenal. La squadra inglese in quegli anni poteva contare su calciatori di elevatissima esperienza internazionale.

La gara d’andata, giocata a Londra il 6 aprile, fu un’altalena di emozioni. La Samp venne sconfitta 3-2, ma ovviamente con quel risultato il match di ritorno era apertissimo. Per i blucerchiati i due gol furono realizzati da Jugovic.

La partita di ritorno fu molto simile a quella giocata a Londra, sia per l’intensità che per le emozioni che seppe trasmettere. La Sampdoria passò in vantaggio con Mancini al 13’. Gli uomini di Eriksson chiusero la prima frazione di gioco in vantaggio e con la qualificazione alla finale in tasca. Purtroppo nella ripresa fu l’attaccante Ian Wirght a pareggiare i conti. Quando la qualificazione sembrava essere ormai nelle mani degli inglesi, si scatenò il giovane Claudio Bellucci, che all’epoca non aveva ancora compiuto vent’anni. L’attaccante blucerchiato, a cinque minuti dalla fine, siglò una doppietta che ribaltò il risultato, con il 3-1 la Samp era in finale. Al novantesimo ecco la beffa: un calcio punizione dello svedese Schwarz beffò Zenga. Si ritornava in perfetta parità.

Si andò ai calci di rigore, ma questa volta per la Sampdoria le cose andarono molto diversamente rispetto alla gara giocata in Portogallo.

Per i blucerchiati dal dischetto sbagliarono Mihajlovic, Jugovic e Lombardo, decisivo il suo errore. Gli unici due rigori messi a segno furono quelli di Maspero e Mannini. L’Arsenal siglò tre rigori su cinque e volò in finale.

Una vera disdetta per la Sampdoria, che era arrivata davvero ad un passo da un grandissimo risultato. L’approdo in finale avrebbe riscattato una stagione difficile.

Per la cronaca, la Coppa delle Coppe 1994/95 fu vinta dal Real Saragozza. Gli spagnoli in finale, anche un po’ a sorpresa, superarono l’Arsenal per 2-1, decisivo ai tempi supplementari fu la rete di Nayim.

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