Serie A 1994/95, la storica salvezza del Padova

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Il Padova nella stagione 1994/95, dopo 32 anni di assenza, era tornato in serie A. I biancoscudati allenati da Sandreani, nel campionato cadetto precedente, erano riusciti a compiere una vera e propria impresa agguantando il quarto posto finale a pari punti con il Cesena.

Per questo motivo a Cremona, il 15 giugno 1994 si giocò lo spareggio Padova-Cesena. I veneti vinsero la partita con il risultato di 2-1 grazie alle reti di Cuicchi e Coppola. Per i romagnoli andò a segno Hübner.

In massima serie l’intelaiatura della squadra rimase molto simile a quella della stagione precedente, con le conferme di Bonaiuti, Galderisi, Longhi, Maniero, Cuicchi ecc. A quella squadra, composta da soli calciatori italiani, furono aggiunti tre stranieri: l’attaccante croato Goran Vlaovic, il difensore statunitense Alexi Lalas, un grande personaggio, e l’olandese Michel Kreek, acquistato nel mercato di novembre dall’ Ajax.

Arrivarono anche il giovane terzino David Balleri e l’esperto Carletto Perrone, che a fine carriera decise di tornare nella sua città natale.

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L’avvio del campionato per i ragazzi di Sandreani fu un mezzo disastro: i biancoscudati persero le prime quattro partite subendo dei passivi piuttosto pesanti e non riuscendo mai a segnare.

La prima piccola svolta per i veneti arrivò grazie al pareggio in trasferta contro il Napoli. Il match terminò 3-3 e si mise in luce un giovane Pippo Maniero, autore di una doppietta a cinque minuti dalla fine. La prima e grande vittoria del campionato arrivò la domenica successiva quando il Padova, allo stadio Euganeo, superò 2-0 il Milan campione d’Italia. I gol furono siglati da Lalas e Gabrieli. Una rivincita per il calciatore americano che qualcuno aveva ritenuto non essere l’altezza della serie A. In realtà il difensore statunitense diventò in poco tempo, grazie al suo carisma, un vero uomo spogliatoio.

Il campionato della compagine veneta andò avanti tra alti e bassi, ma nel mese di aprile la squadra di Sandreani riuscì ad ottenere due vittorie consecutive contro Lazio e Juve, risultati determinanti per continuare a sperare nella salvezza.

Contro la Lazio allenata da Zeman, i biancoscudati vinsero grazie ad un autogol di Cravero e ad una reta siglata da Kreek. Memorabile una frase polemica di Lalas contro il tecnico boemo dei biancoazzurri: “Zeman è un vaffanculo”. Intervista che in pochissime ore diventò virale. Bellissima anche la vittoria contro la Juventus, prima in classifica, grazie al gol dell’olandese Kreek. Davvero determinante l’acquisto dell’ex calciatore dell’Ajax a campionato in corso.

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Una gara determinante per il campionato del Padova fu quella giocata a San Siro all’ultima giornata. L’Inter doveva vincere per raggiungere un posto in Coppa Uefa, invece al Padova per salvarsi, e non passare dallo spareggio, poteva bastare un pareggio. I veneti passarono in vantaggio grazie a Maniero, ormai bomber della squadra. L’Inter pareggiò al 65’ con Orlandini e ribaltò il risultato con Marco Delvecchio proprio all’ultimo minuto.

Una vera beffa per il Padova, che fu costretto allo spareggio salvezza contro il Genoa.

Lo spareggio per la permanenza in A fu giocato a Firenze il 10 Giugno 1995. Il Genoa ed il Padova scesero in campo con le seguenti formazioni:

GENOA: Spagnulo, Torrente, Caricola (Francesconi), Marcolin, Galante, Signorini, Ruotolo, Bortolazzi, Van’t Schip, Onorati (Manicone), Skuhravy

Allenatore: Maselli

PADOVA: Bonaiuti, Balleri, Coppola, Franceschetti, Cuicchi, Lalas, Kreek, Nunziata, Galderisi (Perrone), Longhi (Fontana), Vlaovic

Allenatore: Sandreani

La squadra allenata da Sandreani passò in vantaggio grazie ad un gran gol siglato dall’attaccante croato Vlaovic, ma dopo dieci minuti ci pensò Tomas Skuhravy a pareggiare i conti.

Il Padova durante tutta la partita ebbe diverse occasioni per passare nuovamente in vantaggio, ma trovò sulla sua strada un grande Gianpaolo Spagnulo, che con una serie di prodezze riuscì a tenere a galla il Genoa. Anche i rossoblu di mister Maselli crearono parecchi grattacapi alla difesa avversaria, ma il risultato non si schiodò e si andò ai tempi supplementari.

Nei supplementari, le due squadre erano stremate ed apparve chiaro come ormai per decidere la quarta squadra retrocessa sarebbero stati necessari i calci di rigore.

Anche durante i tiri dal dischetto Spagnulo confermò una grande prestazione parando il primo rigore calciato da Fontana. Quando le cose sembravano mettersi bene per il Genoa, arrivò prima l’errore di Marcolin e successivamente quello decisivo di Galante. L’ultimo rigore che decretò la salvezza del Padova fu siglato dall’olandese Michel Kreek.

Per il Padova una grande soddisfazione, Longhi e compagni avevano dimostrato ancora una volta grande carattere. La salvezza non era più un miraggio, ma era diventata realtà.

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