Abel Balbo fu acquistato dall’Udinese nella stagione 1989/90. Attaccante prelevato dal River Plate, arrivò in Friuli insieme al connazionale argentino Nestor Sensini, che insieme allo spagnolo Gallego completarono il terzetto di stranieri.

La società del presidente Pozzo, per il ritorno in Serie A, aveva allestito un’ottima squadra, l’obiettivo era quello di ottenere una salvezza tranquilla. In panchina Nedo Sonetti, artefice della promozione in A, fu sostituito da Bruno Mazzia.

Purtroppo la stagione dei friulani non fu delle migliori, alla fine del girone d’andata Mazzia fu esonerato e al suo posto arrivò Rino Marchesi. L’Udinese nonostante il cambio di allenatore, e nonostante l’ottima coppia d’attacco composta da Balbo e Branca, rimase sempre nei bassifondi della classifica e, dopo una sola stagione in massima serie, precipitò nuovamente in serie B.

Il campionato di Balbo fu comunque positivo; infatti alla sua prima esperienza italiana realizzò 11 reti, un bel bottino per quei tempi.

Il bomber argentino restò all’Udinese anche in B, categoria che ovviamente gli stava stretta visto che in quel momento era già nel giro della nazionale argentina. Balbo vinse la classifica dei cannonieri con 22 gol, a pari merito con Baiano del Foggia e del brasiliano Casagrande dell’Ascoli. Ovviamente è sufficiente leggere questi nomi per capire il livello pazzesco della cadetteria di quegli anni. Purtroppo i gol di Abel non bastarono ai friulani per essere promossi in A, l’Udinese chiuse il campionato all’ottavo posto.

Nella Serie B 1991-92, l’attaccante argentino andò nuovamente in doppia cifra, 11 reti, e con Nappi formò una coppia davvero ben assortita. Quell’Udinese, nonostante le difficoltà iniziali, riuscì ad essere promossa in A. Era una squadra composta da giocatori che erano un vero lusso per la B, oltre al già citato Nappi, c’erano elementi del calibro di Dell’Anno, Giuliani, Sensini, Mandorlini, Calori, Manicone, Mattei ecc.

Balbo ritrovò la serie A e i grandi club iniziarono già ad interessarsi per uno suo eventuale acquisto. L’attaccante sudamericano restò ancora ad Udine disputando un grande campionato, realizzò 21 reti, chiudendo la classifica dei marcatori al secondo posto, dietro Beppe Signori e a pari merito con il grande Roberto Baggio.

I gol di Abel, questa volta, furono determinanti per ottenere la salvezza. Per i friulani fu una stagione sofferta, ma alla fine riuscirono a conservare la categoria grazie allo spareggio, dove ebbero la meglio del Brescia del rumeno Hagi. La partita, giocata a Bologna, terminò con il risultato di 3-1 in favore dei friulani. Anche questa volta Abel Balbo ci mise lo zampino siglando la rete dell’1-0.

Dopo quattro stagioni nell’Udinese, condite da caterve di gol, 69 per la precisione, per Balbo arrivò il momento di fare le valigie. Nell’estate del 1993 fu acquistato dalla Roma per 18 miliardi di lire, investimento importante per i capitolini ed una grande plusvalenza per la società del presidente Pozzo.

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L’Udinese, dopo aver vissuto una stagione deludente, per il campionato di B 1991/92 aveva allestito una squadra di altissimo livello per centrare l’obiettivo della Serie A.

Proprio per questo alla guida della compagine friulana era stato chiamato un allenatore di categoria come Franco Scoglio, che pochi anni prima aveva vinto il campionato cadetto con il Genoa.

L’Udinese poteva contare su una rosa veramente “stellare”, che fa capire il livello della serie B dell’epoca che rispetto a quella di oggi era davvero di un altro pianeta.

La società friulana aveva due portieri di Serie A come Giuliani e Di Leo, difensori del calibro di Mandorlini, Calori, Contratto e l’argentino Sensini, centrocampisti di qualità come Dell’Anno, Mattei, Manicone e tre attaccanti come Balbo, Nappi e Marronaro, che per la B erano davvero un lusso. Che dire? A rileggere oggi questi nomi sembra una squadra pronta per ottenere una qualificazione in Europa League.

In realtà il campionato dell’Udinese non fu affatto semplice, la squadra faceva fatica a vincere con continuità e cosi la società alla 24a giornata decise di esonerare Franco Scoglio e di affidare la panchina ad Adriano Fedele, nativo proprio di Udine.

Con l’avvicendamento in panchina ed un ritrovato spirito di squadra le cose migliorarono e così Sensini e compagni riuscirono ad ottenere la promozione in serie A. Una promozione sofferta, l’Udinese giunse quarta, ma meritata soprattutto dopo il buon finale di campionato.

Fondamentale fu l’apporto di una grande coppia d’attaccanti come quella composta da Abel Balbo e Marco Nappi, che insieme realizzarono 20 gol (11 per l’argentino e 9 per l’ex attaccante della Fiorentina).

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