Federico Pisani era un attaccante cresciuto nel settore giovanile dell’Atalanta, che riuscì ad esordire in Serie A a soli 17 anni nella stagione 1991/92.

Dopo una breve parentesi nel Monza, Pisani ritornò a giocare con la Dea in B (1994-95). Alla guida della compagine bergamasca era tornato Emiliano Mondonico, che iniziò a concedere sempre più spazio al talento proveniente dal settore giovanile atalantino. Quella stagione si concluse con la promozione in A e per Chicco Pisani le prospettive di carriera iniziavano ed essere sempre più interessanti visto che disputò venti partite e fu confermato anche per il campionato successivo.

L’Atalanta in Serie A poteva contare su un parco attaccanti di grande livello composto da Christian Vieri, Sandro Tovalieri, Domenico Morfeo e Federico Pisani. Davvero niente male per una neopromossa!

Pisani visse la migliore stagione della sua carriera disputando 26 partite e realizzando 4 reti, un bottino importante per un ragazzo di vent’anni che tra l’altro doveva fare i conti con una concorrenza agguerrita, vista la qualità del reparto offensivo dei bergamaschi.

La stagione 1996/97 sarebbe dovuta essere quella della definitiva consacrazione di Chicco Pisani in Serie A, ma purtroppo non tutte le favole hanno un lieto fine.

Dopo poche presenze in campionato, Federico fu bloccato da un grave infortunio al ginocchio che lo costrinse a rimanere ai box per diversi mesi. Ma purtroppo il peggio doveva ancora arrivare.

Era la sera del 12 febbraio 1997, Pisani stava ritornando a casa dopo una serata trascorsa al casinò di Campione d’Italia con la sua fidanzata ed una coppia di amici.

Sull’autostrada Milano-Laghi la BMW 320 cabrio guidata da Federico sbandò improvvisamente andandosi a schiantare contro un pilone di un cavalcavia. Purtroppo Pisani e la sua fidanzata, Alessandra Midali 20 anni, morirono sul colpo. La coppia di amici rimase miracolosamente illesa.

Dopo la tragedia l’Atalanta decise di ritirare la maglia numero 14 e di intitolargli il campo principale del Centro Sportivo di Zingonia.

Una tragedia immane anche perché Federico e Alessandra erano una coppia affiatatissima, che stava già pensando al matrimonio. Tra l’altro per Pisani quello era il momento migliore della carriera, visto che dopo l’infortunio aveva ripreso a giocare e per lui era stata programmata anche la convocazione con l’Under per partecipare ai Giochi del Mediterraneo del 1997. Un destino terribile che ci ha privato di un giovane talento, ma soprattutto di due bravi ragazzi.

Posted in Senza categoria

L’Atalanta allenata da Emiliano Mondonico si apprestava ad affrontare un nuovo campionato di A dopo un solo anno di purgatorio nella serie cadetta.

I bergamaschi avevano come obbiettivo il raggiungimento di una salvezza tranquilla, anche perché il livello del nostro campionato era davvero altissimo e la differenza tecnica tra le varie compagini si andava sempre più assottigliando.

L’Atalanta era stata protagonista di un’ottima campagna acquisti con gli ingaggi di calciatori importanti come l’attaccante brasiliano Evair, il regista svedese Prytz, il portiere Ferron proveniente dalla Sambenedettese e gli esperti Contratto e Vertova.

Gli uomini di Mondonico dimostrarono sin da subito di avere le qualità per raggiungere un traguardo prestigioso e così trascinati dai gol di Evair, dalla grinta di Stromberg , dalle giocate di Nicolini e da una difesa di ferro guidata dal libero Progna e da un grande portiere come Ferron, i bergamaschi chiusero il campionato al sesto posto ottenendo la qualificazione in Coppa Uefa. Un risultato straordinario per una squadra che solo un anno prima giocava in B e che aveva come obbiettivo quello della salvezza.

Stomberg e compagni non furono protagonisti solo in campionato, ma anche in Coppa Italia dove l’Atalanta fu eliminata soltanto in semifinale da una Sampdoria trascinata dai gol di Vialli e Mancini.

Per la società bergamasca quello fu l’avvio di un ciclo importante visto che la qualificazione in Uefa arrivò anche nella stagione successiva e la Dea restò in Serie A fino al 1994.

Posted in Senza categoria

Abbiamo incontrato Fabrizio Ferron ex portiere di Atalanta, Sampdoria, Inter e Verona ed attualmente preparatore dei portieri della nazionale Under 17

Lei ha giocato tante stagioni in Serie A indossando maglie prestigiose, ma quali sono i ricordi della sua lunga carriera ai quali è maggiormente legato?

L’emozione più grande è stata quella che ho vissuto al mio esordio in Serie A con la maglia dell’Atalanta. Era la stagione 1988-89 e affrontavamo il Napoli di Maradona. Oltre al campione argentino quella squadra aveva un reparto offensivo composto da gente come Careca e Carnevale. Tra l’altro per l’occasione lo stadio San Paolo era gremito e si respirava aria di grande calcio. Insomma niente male per un esordiente…

Gli altri ricordi importanti sono legati soprattutto ai miei ex compagni di squadra. Ho avuto l’onore di allenarmi con calciatori del calibro di Ronaldo, Roberto Baggio, Mancini, Veron, Mihajlović ecc. Era un vero piacere giocare con loro.

Tra la fine degli anni ‘80 e la metà degli anni ‘90 era considerato uno dei portieri più affidabili della Serie A, ma tutto questo non bastò per essere convocato in nazionale. Ci sperava in una convocazione o comunque è stato mai vicino ad indossare la maglia azzurra?

Ovviamente ho sempre sperato nella convocazione in nazionale, ma purtroppo non è mai arrivata. Il problema era che in quel periodo nella nazionale azzurra c’erano dei grandissimi portieri ed era difficilissimo riuscire a trovare spazio. Comunque ci sono andato vicino più di una volta, ad esempio sono stato in ballottaggio per il ruolo di terzo portiere in occasione dei mondiali di Italia ‘90. Alla fine fu scelto Pagliuca, che rispetto al sottoscritto aveva già una discreta esperienza a livello internazionale.

Qual è stato l’allenatore che le ha lasciato qualcosina in più rispetto agli altri sia dal punto di vista tattico che sotto il profilo umano?

E’ molto difficile sceglierne soltanto uno. Ho avuto la fortuna di essere allenato da grandi allenatori e ognuno aveva caratteristiche diverse.

Ad esempio dal punto di vista umano Bruno Giorgi era un vero signore e uomo d’altri tempi. Poi non posso dimenticare allenatori come Mondonico, Boskov e lo stesso Liedholm, che mi fece esordire nel Milan. Dal punto di vista tattico faccio il nome di Malesani, tecnico davvero preparatissimo e che curava in maniera maniacale anche il più piccolo dettaglio.

La nostra pagina si occupa soprattutto del calcio anni ‘80 e ‘90, ci piacerebbe sapere secondo la sua opinione chi è stato a livello mondiale il miglior portiere di quegli anni

Quando ero un ragazzino il mio mito era Dino Zoff, ma credo che questa sia una cosa comune a tanti portieri italiani della mia generazione. Successivamente il portiere che mi ha maggiormente impressionato è stato sicuramente Michel Preud’homme, il quale a mio avviso in quel periodo aveva qualcosina in più rispetto a tutti gli altri; infatti il calciatore belga oltre ad avere grandi qualità dal punto di vista tecnico aveva anche grandissima personalità e carisma. Nella sua carriera è stato particolarmente costante e con una continuità straordinaria.

Posted in Senza categoria

Abbiamo intervistato Carletto Perrone un protagonista importante del calcio degli anni ’80 e ’90, che con le maglie di Atalanta e Bari ha calcato i campi della Serie A dal 1989 al 1994:

Lei ha giocato in Serie A con Bari e Atalanta, quali sono i ricordi più belli legati a quelle stagioni? 

I ricordi sono davvero tanti e per me non è facile scegliere, ma  in maglia biancorossa sicuramente non posso dimenticare la vittoria della Mitropa Cup con il mio gol in finale contro il Genoa. Tra l’altro quella fu l’ultima partita giocata al vecchio stadio Della Vittoria prima del trasferimento al San Nicola. Con i bergamaschi invece ricordo principalmente due partite: Fiorentina-Atalanta 0-1 con un mio gol al 92′, quella ancora oggi rimane l’ultima vittoria allo stadio Franchi. Un’ altra grande emozione per me fu la grande vittoria contro la Juventus a Torino; era la Juve di Baggio, Vialli, Moller ecc. in quell’occasione siglai il gol del vantaggio e fui l’autore dell’assist per la rete di Ganz.

In quegli anni ha avuto modo di giocare con compagni di squadra importanti dal punto di vista tecnico. Ci potrebbe fare tre nomi di quelli che secondo lei avevano maggiore qualità? Quale invece dei suoi ex compagni ha avuto una carriera inferiore alle aspettative?

In realtà potrei fare tanti nomi ma se devo sceglierne solo tre dico Ganz, Maiellaro e Di Gennaro per quanto riguarda i calciatori italiani invece per quanto riguarda i miei ex compagni stranieri scelgo Caniggia , Alemao e Montero. Tra i calciatori che avrebbero meritato maggiore fortuna dico senza ombra di dubbio Eligio Nicolini, aveva grande qualità.

Di cosa si occupa in questo momento?

Attualmente sto allenando una squadra di Eccellenza: il Giorgione di Castelfranco Veneto

Posted in Calcio