Il Cesena nella stagione 1987/88, era una squadra neopromossa in Serie A allenata dal giovane Alberto Bigon, che aveva preso il posto dell’esperto Bruno Bolchi.

La società romagnola puntava alla salvezza, e aveva effettuato diversi acquisti. Arrivarono due calciatori esperti come il mitico Agostino Di Bartolomei e Davor Jozic, all’epoca già titolare nella nazionale della Jugoslavia. Furono acquistati anche calciatori interessanti come l’attaccante Giuseppe Lorenzo, il terzino Armenise ed il giovane Alessandro Bianchi, un ritorno per lui.

Dopo un avvio di campionato particolarmente stentato, la compagine allenata da Bigon riuscì a trovare la propria identità, e dall’ottava all’undicesima giornata ottenne ben quattro vittorie consecutive, che diedero la svolta alla stagione dei romagnoli.

Tra i punti di forza di quella squadra c’erano bomber Rizzitelli (autore di 9 reti), che nel febbraio 1988 conquistò addirittura la sua prima convocazione in nazionale, il portiere Sebastiano Rossi, l’esterno di centrocampo Alessandro Bianchi, e gli esperti Cavasin, Cuttone, Di Bartolomei e Jozic.

Una rosa costruita con intelligenza, in cui si creò il giusto mix tra giovani di qualità in rampa di lancio e calciatori d’esperienza.

Nel girone di ritorno vi fu un leggero calo di rendimento, ma la squadra del presidente Lugaresi non fu mai coinvolta seriamente nella lotta per non retrocedere.

Alla fine del campionato Sebastiano Rossi e compagni chiusero al nono posto in classifica, un grande risultato per una provinciale neopromossa in Serie A.

Dopo quell’ottima stagione, le due giovani stelle Ruggiero Rizzitelli e Alessandro Bianchi furono ceduti rispettivamente alla Roma e all’Inter.

Per Rizzitelli arrivò anche la convocazione agli europei del 1988, dove però mister Azeglio Vicini non lo fece mai scendere in campo.

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