Negli anni ’80 il Como riuscì a disputare ben cinque stagioni consecutive in Serie A (dal 1984 al 1989). In quel periodo la squadra lariana si tolse diverse soddisfazioni, ottenendo ottimi risultati sia in campionato che in Coppa Italia e lanciando nel grande calcio diversi giovani come ad esempio Marco Simone, Stefano Borgonovo, Luca Fusi, Pasquale Bruno, Enrico Annoni, Antonio Tempestilli, Giuliano Giuliani, Stefano Maccoppi, Egidio Notaristefano, Salvatore Giunta e tanti altri.

Il segreto della società lombarda in quegli anni era sicuramente il settore giovanile, che in quel periodo era affidato al mitico Mino Favini.

Una delle stagioni più entusiasmanti per il Como fu sicuramente quella del 1985-86, quando i lombardi si classificarono al nono posto in campionato e sfiorarono la finale di Coppa Italia.

In realtà l’inizio di quella annata fu particolarmente negativo, i risultati stentavano ad arrivare e così nel mese di novembre mister Claguna fu esonerato, al suo posto arrivò l’esperto Rino Marchesi. Con l’arrivo del nuovo allenatore, il Como cambiò completamente marcia riuscendo a tirarsi fuori dalle sabbie mobili della bassa classifica e ottenendo risultati prestigiosi come la vittoria contro l’Inter (con gol di Borgonovo) ed i pareggi contro il Napoli di Maradona e la Juventus di Platini.

Alla fine i lariani chiusero quel campionato al nono posto, a soli tre punti dalla qualificazione in Coppa Uefa. Anche se bisogna considerare che a quei tempi, con i due punti per vittoria e con sedici squadre, le classifiche erano molto più corte rispetto a quelle di oggi.

Il Como sfiorò la grande impresa in Coppa Italia, competizione in cui gli uomini di Marchesi dopo aver sconfitto la Juventus agli ottavi di finale, ed il Verona ai quarti, approdarono in semifinale contro la Sampdoria.

Dopo l’1-1 dell’andata a Genova, nella gara di ritorno il Como passò in vantaggio a pochi minuti dal termine con un gol di Albiero, la finale sembrava essere ormai ad un passo ma all’ultimo secondo la Sampdoria pareggiò con Francis. Si andò ai supplementari.

Ai tempi supplementari il Como continuò a macinare gioco, e andò nuovamente in vantaggio con un grande gol di Borgonovo, che fece partire un missile da fuori area. A pochi minuti dalla fine, l’arbitro assegnò un rigore dubbio a favore della Samp, dagli spalti per contestare la decisione del direttore di gara fu lanciato un accendino che colpì in pieno l’arbitro Redini. A quel punto la partita fu sospesa e la vittoria venne assegnata a tavolino 2-0 ai liguri. Una vera disdetta per la compagine lariana, che in quell’occasione si trovò ad un passo da una storica e forse irripetibile finale.

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