La Cremonese nella stagione 1989/90 era una squadra neopromossa in A, che aveva sostituito il tecnico della promozione, Bruno Mazzia, con l’esperto Tarcisio Burgnich.

I grigiorossi si rinforzarono con l’acquisto di tre calciatori stranieri: lo svedese Limpar, l’argentino Dezotti e il paraguaiano Neffa.

Limpar, centrocampista con ottime qualità tecniche, era già nel giro della nazionale svedese con cui aveva esordito nel 1987 a soli 21 anni.

L’attaccante argentino Dezotti era alla sua seconda stagione in Serie A, dopo aver militato in quella precedente nella Lazio. L’avventura a Roma del calciatore sudamericano non fu esaltante, anche se in realtà veniva impiegato spesso fuori ruolo visto che il bomber della squadra era un grande attaccante come Ruben Sosa.

Neffa arrivò in Italia a soli diciotto anni acquistato dalla Juventus, che lo girò in prestito alla Cremonese. L’attaccante paraguaiano in patria era considerato un vero talento anche perché, nonostante la giovane età, era già riuscito in una sola stagione a realizzare 20 gol. In serie A però le cose andarono diversamente rispetto alle aspettative; infatti l’attaccante incontrò subito diverse difficoltà e non riuscì quasi mai a lasciare il segno.

Oltre a questi acquisti bisogna però anche sottolineare che la compagine lombarda perse due elementi importanti come Attilio Lombardo ceduto alla Sampdoria, e il bomber Edi Bivi che andò al Monza.

Nella prima gara di campionato la squadra Burgnich affrontò l’Inter, squadra campione in carica, schierando la seguente formazione:

Rampulla, Rizzardi, Gualco, Piccioni, Montorfano, Favalli, Citterio, Avanzi, Bonomi, Limpar, Dezotti

La partita fu vinta dall’Inter con il risultato di 2-1 grazie ad un autogol di Gualco e ad un calcio di rigore realizzato da Brehme. Per la Cremonese segnò Dezotti, che disputò un grande campionato. L’attaccante argentino chiuse la stagione con ben 15 gol, 13 in campionato e 2 in Coppa Italia.

La stagione per i grigiorossi non fu semplice, come era previsto la squadra sin dalla prima giornata fu coinvolta nella lotta per non retrocedere.

In realtà Limpar e compagni si tolsero anche diverse soddisfazioni, come a la vittoria ottenuta all’ottava giornata contro il grande Milan di Sacchi. Nel girone di ritorno gli uomini di Burgnich, soprattutto nelle gare casalinghe, iniziarono ad avere una buona media punti e la salvezza sembrò non essere solo un miraggio, ma una realtà concreta.

Purtroppo il finale di campionato fu disastroso; infatti la Cremonese perse le ultime quattro partite contro Juventus, Roma, Bari e Sampdoria, e retrocesse in B insieme all’Ascoli, al Verona e all’Udinese.

Nonostante la retrocessione, la società del presidente Luzzara, aveva comunque dimostrato di avere in rosa giocatori molto interessanti come il giovane Favalli, il portiere Rampulla, il bomber argentino Dezotti, e lo svedese Limpar, quest’ultimo ceduto a fine stagione all’Arsenal dove diventò un calciatore di livello internazionale.

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