Il Verona nella stagione 1991-92 era pronto per affrontare da neopromossa il nuovo campionato di Serie A. Nell’estate del 1991 il presidente scaligero Alberto Mazzi ed il confermatissimo mister Eugenio Fascetti (all’epoca un vero specialista delle promozioni dalla B alla A), cercarono di programmare la campagna acquisti per assicurare ai tifosi scaligeri una salvezza tranquilla.

La società gialloblu aveva già in rosa due stranieri: l’attaccante rumeno Raducioiu ed il centrocampista svedese Prytz. A quel punto il giovane presidente del Verona cercava un colpo ad effetto con il quale migliorare definitivamente il tasso tecnico della squadra. L’ idea di Mazzi e di Fascetti fu quella di rilanciare un grande talento del calcio mondiale: Dragan Stojkovic.

Stojkovic era un centrocampista offensivo dotato di grande tecnica individuale, che dopo aver incantato con la Stella Rossa e ai mondiali di Italia ‘90 (memorabile la sua doppietta contro la Spagna), si era trasferito in Francia al Marsiglia. Nel campionato francese il calciatore jugoslavo giocò pochissime partite a causa di un grave infortunio al ginocchio.

Il Verona, nonostante alcuni dubbi legati alla sue condizioni fisiche, decise di acquistare Stojkovic sborsando circa 9 miliardi di lire.

L’avvio di stagione per il talento scaligero fu difficile: i risultati per la compagine di Fascetti stentavano ad arrivare e ancora una volta quel maledetto ginocchio continuò a dare problemi. Dragan anche a Verona era spesso infortunato e tra l’altro i continui impegni con la sua nazionale non permisero un tranquillo recupero. Forse la migliore partita di Stojkovic in Serie A fu quella giocata contro l’Inter il 9 febbraio 1992 . In quella occasione il calciatore jugoslavo mise in mostra tutto il suo talento con giocate di altissimo livello, che permisero al Verona di ottenere un importantissimo successo per la lotta salvezza. Il campione della Stella Rossa e di Italia ‘90 sembrava essere tornato, ma purtroppo non fu così. Il centrocampista ex Marsiglia continuava ad avere problemi fisici e quando giocava faceva fatica ad incidere. Intanto la stagione per i veneti si complicò: Fascetti fu esonerato e al suo posto fu scelta la coppia Liedholm-Corso che però non evitarono la retrocessione in Serie B.

Per Dragan Stojkovic l’esperienza italiana si rivelò molto più complicata del previsto. In realtà, anche se a sprazzi, il calciatore dimostrò di avere delle giocate da vero fuoriclasse, ma purtroppo i problemi fisici lo condizionarono pesantemente e in maniera determinante.

Qualche anno più tardi Fascetti dirà di lui: ” Dragan Stojković è stato in assoluto il calciatore più forte che io abbia mai allenato. Purtroppo arrivò a Verona in condizioni fisiche precarie e giocò poche partite. Fu costretto a convivere per tutta la stagione con un ginocchio gonfio, ma nonostante questo non si tirava mai indietro. Era un ragazzo squisito ed un professionista molto serio. Ricordo che in quel campionato vincemmo una partita contro l’Inter, ma praticamente la vinse da solo. Fu uno spettacolo!”.

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Era il 26 giugno 1990 e a Verona negli ottavi di finale dei campionati del mondo di Italia ‘90 si affrontano Spagna e Jugoslavia, squadre che fino a quel momento hanno disputato un ottimo mondiale. Parliamo di due nazionali con altissimi valori tecnici nelle cui file giocavano calciatori del calibro di Butragueno, Michel, Katanec, Savicevic, Salinas, Prosinečki ecc.

Ma c’è un calciatore che più di ogni altro darà spettacolo in quel pomeriggio di trent’anni fa, il suo nome è Dragan Stojković.Il fuoriclasse serbo all’epoca giocava nella Stella Rossa di Belgrado, una vera fucina di talenti, e in quel mondiale si era già messo in mostra in un un girone abbastanza complicato contro Germania Ovest, Colombia ed Emirati Arabi.

Ma torniamo alla partita Spagna-Jugoslavia, sin da subito Stojković inizia a deliziare la platea con dribbling, cambi di passo, lanci millimetrici e assist che sono una vera e propria delizia. Nonostante le prodezze del talento della Stella Rossa, il risultato non si sblocca e il primo tempo si chiude sullo 0-0. Il copione della ripresa non cambia: Dragan fa innamorare il pubblico veronese con le sue giocate, ma la Jugoslavia non riesce a trovare la via del gol. A quel punto il futuro calciatore dell’ Olympique Marsiglia decide di fare tutto da solo: parte un cross dalla sinistra, torre del sampdoriano Katanec e Stojković riesce prima a stoppare stupendamente il pallone e poi con una finta mette a sedere il difensore avversario depositando facilmente il pallone in rete alle spalle di Zubizarreta. La partita sembra ormai conclusa, ma una coriacea Spagna riesce a pareggiare a cinque minuti dalla fine grazie ad una zampata del bomber Julio Salinas. Si va ai tempi supplementari. Passano soltanto due minuti e ancora una volta Dragan è decisivo con una punizione perfetta che supera facilmente il portiere iberico e porta la sua Jugoslavia direttamente ai quarti di finale. Stojkovic batte Spagna 2-1!

Destino vorrà che Dragan un anno dopo quella partita giocherà in Serie A proprio nel Verona, ma ormai era un calciatore diverso frenato da un grave infortunio al ginocchio dal quale non riuscirà mai a riprendersi del tutto.

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