L’Ascoli nella stagione 1987/88 cercava la seconda salvezza consecutiva in Serie A, e aveva cercato di rinforzarsi soprattutto in attacco mettendo a segno un grande colpo come quello del nazionale brasiliano Walter Casagrande, proveniente dal Porto. Oltre al calciatore verdeoro, la società di Costantino Rozzi aveva ingaggiato Hugo Maradona, fratello del fuoriclasse del Napoli. In realtà Hugo arrivò in Italia troppo presto, aveva solo diciotto anni ed era ancora acerbo per un campionato così difficile come la serie A dell’epoca. Oltre ai due calciatori sudamericani, arrivarono i napoletani Carannante e Celestini, e i difensori Benetti, Rodia e Miceli.

A guidare l’Ascoli fu riconfermato Ilario Castagner, che nella stagione precedente aveva condotto la squadra marchigiana alla salvezza.

L’inizio del campionato per i bianconeri fu abbastanza positivo, la compagine del presidente Rozzi poteva contare su un’ottima coppia d’attacco composta da Casagrande e da Lorenzo Scarafoni, giovane talento dell’ Under 21. A fine stagione i due attaccanti realizzarono in tutto quindici reti.

L’Ascoli disputò anche un’ottima Coppa Italia, superando agli ottavi di finale il grande Milan di Sacchi. Nella gara d’andata i bianconeri vinsero a S.Siro con il risultato di 0-1 grazie ad un gol di Destro. Nella partita di ritorno il Milan riequilibrò il match grazie alla rete di Virdis. Furono i calci di rigore a decidere chi avrebbe passato il turno, e nei tiri dal dischetto i ragazzi di Castagner prevalsero grazie alla freddezza di Giovannelli, Greco, Benetti e Destro.

La corsa dei marchigiani in quel torneo terminò ai quarti di finale contro la Sampdoria, squadra che poi vinse la Coppa Italia.

L’Ascoli in campionato lottò per la salvezza fino alle ultimissime giornate, centrando l’obiettivo solo grazie ad un punto di vantaggio dall’Avellino, chiudendo a pari merito (24 punti), con Pisa e Pescara.

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Analizziamo, squadra per squadra, i calciatori stranieri presenti nella serie A 1987/88. Ricordiamo che all’epoca ogni società poteva avere in rosa non più di due stranieri.

Partiamo in ordine alfabetico dall’Ascoli, che in quel campionato schierava due sudamericani ma dalla caratura completamente diversa: l’argentino Hugo Maradona, fratello del celebre Diego, ed il forte attaccante brasiliano Walter Casagrande. Maradona in realtà dal punto di vista tecnico era un discreto calciatore, ma arrivò in Italia giovanissimo e atleticamente era ancora inadeguato per giocare in serie A. Per quanto riguarda Casagrande, stiamo parlando di un calciatore che era già nel giro della nazionale brasiliana e che aveva al suo attivo la partecipazione al mondiale di Mexico ‘86.

L’Avellino poteva contare sull’esperienza e l’affidabilità dell’austriaco Schachner e sull’attaccante Nikos Anastopoulos. Il calciatore greco in patria aveva segnato caterve di gol, ma in Italia si rivelò un flop e nella seconda parte di campionato fu completamente accantonato. Il Cesena aveva in rosa l’ottimo Davor Jozić mentre il Como aveva puntato sull’argentino Borghi e lo svedese Corneliusson. Borghi era un prestito del Milan, pupillo di Berlusconi Borghi non riuscì mai a convincere e dopo un solo anno tornò in patria. Invece l’attaccante svedese era un calciatore affidabile, che giocava nella città del lago con buoni risultati già da diverse stagioni.

Gli stranieri dell’Empoli erano Davor Cop ed il giovane attaccante svedese Ekstrom. La Fiorentina aveva puntato su Glenn Hysen e aveva riconfermato il fortissimo argentino Ramon Diaz. L’Inter invece schierava una garanzia come Daniel Passarella, grande calciatore argentino, ed il giovane centrocampista belga Vincenzo Scifo. Purtroppo Scifo nonostante le ottima qualità tecniche non riuscì mai ad esprimere il suo potenziale e fu protagonista di un’annata deludente.

La Juventus oltre all’elegante danese Michael Laudrup, aveva puntato forte sull’ex attaccante del Liverpool Ian Rush. Il calciatore gallese non convinse mai del tutto e dopo una sola stagione tornò mestamente in patria.

Il Milan acquistò due fuoriclasse assoluti: gli olandesi Ruud Gullit e Marco Van Basten, che in quella stagione oltre a vincere lo scudetto con i rossoneri trionfarono con la loro nazionale ai campionati europei.

Anche il Napoli non si era fatto mancare nulla ed aveva affiancato a Maradona il grande bomber carioca Careca. Una coppia stellare.

Il Pescara di mister Galeone poteva contare su una coppia di stranieri di altissimo livello tecnico: il mitico Leo Junior ed il centrocampista bosniaco Blaž Slišković, che alla sua prima stagione in Serie A realizzò otto reti mettendo in luce il suo grande talento. Il Pisa schierava il brasiliano Dunga, grande colpo del presidente Anconetani, e la meteora inglese Paul Elliott il quale dimostrò di essere inadeguato per il nostro campionato.

La Roma e la Sampdoria avevano tra le loro file calciatori di talento e particolarmente esperti. Per giallorossi parliamo di Boniek e Voller mentre per i blucerchiati di Briegel e Cerezo.

Concludiamo con Torino e Verona. I granata schieravano il centrocampista danese Klaus Berggreen, che vantava già una lunga militanza nel campionato italiano, ed il giovane attaccante austriaco Toni Polster. Il Verona aveva puntato ancora una volta sul fortissimo Elkjaer e sul difensore tedesco Thomas Berthold, due garanzie.

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