Il rapporto di Roberto Baggio con la nazionale è sempre stato travagliato, non sempre il campione di Caldogno ha avuto la considerazione che meritava in azzurro.

Il divin codino con la maglia della nazionale ha collezionato 56 presenze, un numero importante, ma forse troppo poche per uno con il suo talento. Ancor di più se consideriamo che Baggio in maglia azzurra ha siglato 27 reti, una media gol pazzesca (quasi una rete ogni due partite). Ancora oggi l’ex numero dieci della Fiorentina è il quarto marcatore di sempre nella storia della nazionale, meglio di lui hanno fatto soltanto Riva, Meazza e Piola.

Dopo il mondiale di Usa ‘94 le apparizioni di Baggio in nazionale furono soltanto due. Una risalente al match Italia-Croazia, valevole per le qualificazioni a Euro ‘96, e l’ultima nella partita Italia-Slovenia. Era il 6 settembre 1995, da quel momento in poi il rapporto di Roberto con la maglia azzurra si interruppe bruscamente.

Baggio nella stagione 1995/96 passò al Milan dove, nonostante la vittoria dello scudetto, non riuscì ad esprimersi ad altissimi livelli. Capello lo sostituiva in quasi tutte le partite e forse il dualismo tra Roberto e Savicevic, calciatore con caratteristiche abbastanza simili a quelle del fuoriclasse di Caldogno, non fu gestito nel migliore dei modi.

Nel frattempo Sacchi in nazionale accantonò completamente il calciatore del Milan, che ormai non veniva nemmeno convocato. Una situazione difficile da sopportare per uno come lui e soprattutto per un giocatore che grazie ai suoi gol aveva portato l’Italia a disputare la finale del mondiale americano. Purtroppo a causa delle decisioni del tecnico di Fusignano, il divin codino non partecipò agli Europei del 1996 giocati in Inghilterra.

Nella stagione successiva sulla panchina del Milan arrivò Tabarez ma le cose non migliorarono. Il tecnico uruguaiano, anche a causa della grave crisi di risultati, non considerò più Roberto come titolare, preferendogli Marco Simone. Tabarez, in grande difficoltà, nel dicembre 1996 decise di dimettersi. Al suo posto arrivò Arrigo Sacchi, che non riuscì a dare una svolta alla stagione rossonera. Tra Baggio e Sacchi c’erano diverse ruggini risalenti al passato e il talento veneto iniziò ad essere sempre più accantonato e relegato in panchina.

In nazionale il sostituto di Sacchi fu Cesare Maldini, ex allenatore dell’Under 21. Il mitico Cesarone, alla ricerca di un calciatore che potesse dare qualità ed esperienza alla squadra, convocò inaspettatamente Roberto Baggio, che non indossava la maglia azzurra da quasi due anni.

Maldini non si fece condizionare dal fatto che ormai Roberto non giocasse più come titolare nella sua squadra di club, e lo convocò per la partita contro la Polonia che si giocò a Napoli il 30 aprile 1997. Match valevole per la qualificazione al mondiale di Francia ‘98.

Baggio partì dalla panchina ed entrò in campo al posto di Zola al 51’ con gli azzurri già in vantaggio di due gol. Come nelle favole il numero dieci azzurro dopo dieci minuti dal suo ingresso riuscì a segnare con un’azione delle sue, dimostrando ancora una volta tutto il suo infinito talento e facendo capire che chi l’aveva tenuto fuori dalla nazionale per quasi due anni non aveva capito nulla.

L’ultima rete di Roberto in nazionale risaliva alla semifinale di Usa ‘94 Italia-Bulgaria, gara in cui l’ex calciatore viola siglò una doppietta. Così grazie alla convocazione di Cesare Maldini, Baggio tornò a far centro con gli azzurri dopo quasi tre anni. Troppo tempo per uno come lui.

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