Il mondiale di Spagna ‘82 è stato molto probabilmente in assoluto uno dei campionati del mondo con il più alto valore tecnico. Basterebbe dare uno sguardo alle varie rose di quella manifestazione per capire di cosa stiamo parlando.

Visto che non intendiamo scrivere un elenco infinito dei migliori calciatori di quel mondiale, ci soffermeremo sulla classifica marcatori grazie alla quale i più nostalgici potranno ricordare nomi che in quegli hanno fatto la storia del calcio mondiale.

Il capocannoniere della manifestazione fu naturalmente Paolo Rossi con 6 reti siglate proprio nelle ultime tre partite. La sua tripletta siglata conto un Brasile stellare rimarrà per sempre scolpita nella mente dei tifosi italiani.

Dietro il bomber azzurro troviamo il grande Karl-Heinz Rummenigge, calciatore straordinario, che due anni più tardi arrivò nel nostro campionato giocando nelle file dell’Inter. Appaiati con 4 reti c’erano Zico e Boniek. Anche qui ogni commento sarebbe superfluo, Zico era un fuoriclasse assoluto dotato di una classe cristallina e protagonista di giocate che ancora oggi andrebbero viste e riviste nelle scuole calcio. Boniek in quel periodo era l’autentico trascinatore della Polonia, una squadra davvero difficile da affrontare che chiuse quel mondiale al terzo posto.

Anche Zico e Boniek in quegli anni giocarono in Serie A, il brasiliano nell’Udinese mentre il polacco prima nella Juventus e poi nella Roma. Ovviamente non possiamo non citare altri tre nomi d’eccezione: Falcao, Maradona e Platini. Il brasiliano realizzò 3 reti, El Pibe de Oro e l’asso francese si fermarono a 2 gol. E in quale campionato giocavano questi tre fuoriclasse? Ovviamente in quello italiano!

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Analizziamo, squadra per squadra, i calciatori stranieri presenti nella serie A 1987/88. Ricordiamo che all’epoca ogni società poteva avere in rosa non più di due stranieri.

Partiamo in ordine alfabetico dall’Ascoli, che in quel campionato schierava due sudamericani ma dalla caratura completamente diversa: l’argentino Hugo Maradona, fratello del celebre Diego, ed il forte attaccante brasiliano Walter Casagrande. Maradona in realtà dal punto di vista tecnico era un discreto calciatore, ma arrivò in Italia giovanissimo e atleticamente era ancora inadeguato per giocare in serie A. Per quanto riguarda Casagrande, stiamo parlando di un calciatore che era già nel giro della nazionale brasiliana e che aveva al suo attivo la partecipazione al mondiale di Mexico ‘86.

L’Avellino poteva contare sull’esperienza e l’affidabilità dell’austriaco Schachner e sull’attaccante Nikos Anastopoulos. Il calciatore greco in patria aveva segnato caterve di gol, ma in Italia si rivelò un flop e nella seconda parte di campionato fu completamente accantonato. Il Cesena aveva in rosa l’ottimo Davor Jozić mentre il Como aveva puntato sull’argentino Borghi e lo svedese Corneliusson. Borghi era un prestito del Milan, pupillo di Berlusconi Borghi non riuscì mai a convincere e dopo un solo anno tornò in patria. Invece l’attaccante svedese era un calciatore affidabile, che giocava nella città del lago con buoni risultati già da diverse stagioni.

Gli stranieri dell’Empoli erano Davor Cop ed il giovane attaccante svedese Ekstrom. La Fiorentina aveva puntato su Glenn Hysen e aveva riconfermato il fortissimo argentino Ramon Diaz. L’Inter invece schierava una garanzia come Daniel Passarella, grande calciatore argentino, ed il giovane centrocampista belga Vincenzo Scifo. Purtroppo Scifo nonostante le ottima qualità tecniche non riuscì mai ad esprimere il suo potenziale e fu protagonista di un’annata deludente.

La Juventus oltre all’elegante danese Michael Laudrup, aveva puntato forte sull’ex attaccante del Liverpool Ian Rush. Il calciatore gallese non convinse mai del tutto e dopo una sola stagione tornò mestamente in patria.

Il Milan acquistò due fuoriclasse assoluti: gli olandesi Ruud Gullit e Marco Van Basten, che in quella stagione oltre a vincere lo scudetto con i rossoneri trionfarono con la loro nazionale ai campionati europei.

Anche il Napoli non si era fatto mancare nulla ed aveva affiancato a Maradona il grande bomber carioca Careca. Una coppia stellare.

Il Pescara di mister Galeone poteva contare su una coppia di stranieri di altissimo livello tecnico: il mitico Leo Junior ed il centrocampista bosniaco Blaž Slišković, che alla sua prima stagione in Serie A realizzò otto reti mettendo in luce il suo grande talento. Il Pisa schierava il brasiliano Dunga, grande colpo del presidente Anconetani, e la meteora inglese Paul Elliott il quale dimostrò di essere inadeguato per il nostro campionato.

La Roma e la Sampdoria avevano tra le loro file calciatori di talento e particolarmente esperti. Per giallorossi parliamo di Boniek e Voller mentre per i blucerchiati di Briegel e Cerezo.

Concludiamo con Torino e Verona. I granata schieravano il centrocampista danese Klaus Berggreen, che vantava già una lunga militanza nel campionato italiano, ed il giovane attaccante austriaco Toni Polster. Il Verona aveva puntato ancora una volta sul fortissimo Elkjaer e sul difensore tedesco Thomas Berthold, due garanzie.

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Il 5 aprile 1989, si disputò allo stadio San Paolo la semifinale di Coppa Uefa tra il Napoli e il Bayern Monaco.

L’inizio della partita per i partenopei fu complicato: il Bayern era ben messo in campo e al 25′ andò vicinissimo al vantaggio con un tiro da distanza ravvicinata di Thon, ma fu bravissimo Giuliani a respingere. Ma ecco che nel momento più complicato della gara, arrivò la solita grande intuizione di Maradona: l’argentino vinse un contrasto con Reuter ed effettuò un assist perfetto per Careca, che da bomber di razza portò in vantaggio il Napoli.

Nella ripresa i campani partirono subito forte, Carnevale colpì il palo con un grande colpo di testa in tuffo. Ma il vantaggio era solo rimandato; Maradona, ancora lui, fu protagonista di cross perfetto per Carnevale, che con un bellissimo stacco di testa portò il Napoli sul 2-0. I tedeschi cercarono in tutti i modi il gol della bandiera, ma la difesa partenopea non cedeva di un millimetro. Così nella bolgia dello stadio San Paolo, gli uomini di Ottavio Bianchi riuscirono a vincere la semifinale di andata senza subire gol.

Ecco le formazioni:

NAPOLI: GIULIANI, RENICA,FERRARA,CORRADINI, FRANCINI, DE NAPOLI,FUSI, ALEMAO,MARADONA (CARANNANTE),CARNEVALE ,CARECA

Bayer Monaco: Aumann, Augenthaler, Johnsen, Flick, Dorfner, Reuter, Kögl, Nachtweih, Thon, Ekström, Wohlfarth

Marcatori: 41′ Careca, 60′ Carnevale

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Ottavi di finale tra la Romania di Hagi e l’Argentina orfana di Maradona. I rumeni a sorpresa riescono a superare la corazzata argentina, grazie alla giornata superlativa di Dumitrescu e alle prodezze di Hagi, che in quella partita mise in mostra tutto il suo talento.

3 luglio 1994, ore 13:30 . Pasadena-Rose Bowl. Arbitro Pairetto (ITA)

FORMAZIONI

ROMANIA: Prunea, Petrescu, Prodan, Belodedici, Selymes, Mihali, Lupescu, Popescu, Munteanu, Hagi, Dumitrescu

ARGENTINA: Islas, Chamot, Sensini, Ruggeri, Cáceres, Redondo, Basualdo, Simeone , Batistuta Ortega,Balbo
Marcatori: Dumitrescu 11’ , Batistuta 16’ (rig.), Dumitrescu 18′, Hagi 58’, Balbo 75′

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Puebla, 5 Giugno 1986

Italia: Galli, Bergomi, Scirea, Vierchowod, Cabrini, De Napoli (65′ G. Baresi), Bagni, Di Gennaro, Conti (87′ Vialli), Galderisi, Altobelli

Argentina: Pumpido, Cuciuffo, Brown, Ruggeri, Garre, Giusti, Batista (50′ Olarticoechea), Burruchaga, Borghi (75′ Enrique), Maradona , Valdano

Reti: Altobelli rig. (7), Maradona (34)

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L‘edizione del 1986-87 della Coppa Italia vanta un record ancora oggi imbattuto: le tredici vittorie consecutive del Napoli.

Quella stagione per gli uomini di Ottavio Bianchi fu straordinaria; infatti oltre alla Coppa Italia trionfarono anche in campionato con uno storico scudetto con cui i partenopei dimostrarono di essere in assoluto la migliore squadra del panorama calcistico italiano.

Nella finale di Coppa, Maradona e compagni ebbero la meglio sull’Atalanta allenata da Nedo Sonetti. Una finale senza storia in cui il Napoli si impose in casa con il risultato di 3-0 ( reti di Renica, Muro e Bagni) e a Bergamo per 1-0 (rete di Giordano).

Nonostante la netta sconfitta l’Atalanta si qualificò in Coppa della Coppe. Il Napoli avendo vinto il campionato avrebbe partecipato alla Coppa dei Campioni e quindi gli atalantini si trovarono a dover disputare il torneo internazionale riservato alle squadre europee che vincevano le rispettive coppe nazionali. Un risultato ancora più sorprendente se consideriamo che i bergamaschi in quella stagione retrocessero in Serie B .

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Dopo il sondaggio effettuato sulla pagina Facebook di Altro Calcio, ecco la Top 11 degli anni ’80-’90 scelta da voi:

Zoff; Begoni, Baresi, Scirea, Maldini; Tardelli, Matthaus, Donadoni; Maradona, Baggio, Van Basten

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C’era un tempo in cui in Serie A si affrontavano loro due: Falcao-Maradona

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