Era il 13 Settembre 1992, si giocava la seconda giornata del campionato di Serie A.

Allo stadio Adriatico di Pescara si disputava il match Pescara-Milan, una partita spettacolare e ricca di gol, sicuramente tra le più divertenti e spettacolari della stagione. Entrambe le squadre avevano vinto la prima partita: gli abruzzesi superarono a sorpresa la Roma in trasferta, invece i rossoneri ebbero la meglio sul Foggia di Zeman.

Le due compagini si schierarono in campo con le seguenti formazioni:

PESCARA: Savorani, Sivebaek (46′ Alfieri), Nobile, Dicara, Righetti, Mendy, Ferretti, Allegri, Borgonovo, Sliskovic (46′ Palladini), Massara All.: Galeone

MILAN: Antonioli, Tassotti, P. Maldini, Eranio (56′ Massaro), Costacurta, Baresi II, Lentini I (46′ Evani), Rijkaard, Van Basten, Savicevic, Donadoni All.: Capello

Dopo 11 minuti le squadre erano già sul 2-2! Un avvio incredibile.

pesc222

Il Pescara grazie ad una doppietta di Allegri, a un gol di Massara e a un autogol di Baresi si portò addirittura sul 4-2. Per il neopromosso Pescara di Galeone un sogno che diventava realtà. Ma Van Basten non fu d’accordo, e in due minuti realizzò una doppietta grazie alla quale i rossoneri pareggiarono i conti. Si andò al riposo sul 4-4. Nella ripresa fu ancora una volta il fuoriclasse olandese, una tripletta per lui, a portare in vantaggio gli uomini di Capello, Il match terminò con il risultato di 4-5.

van

I tifosi pescaresi, che avevano cullato il sogno della vittoria, tornarono a casa tristi per la sconfitta ma allo stesso tempo orgogliosi della propria squadra. Per Galeone il grande rammarico di aver segnato quattro gol ad una corazzata come il Milan, impresa difficilissima a quei tempi, e di non aver guadagnato nemmeno un punto.

Curiosità: tra i marcatori, e migliori in campo, di quella gara c’erano  Allegri e Massara, diversi anni dopo il loro destino professionale si legherà proprio a quello del Milan.

Posted in Senza categoria

Il Milan nella Coppa dei Campioni 1989/90, ai quarti di finale, trovò un ostacolo durissimo da superare: il Malines del super portiere Michel Preud’homme.

La partita d’andata si giocò all’Heysel di Bruxelles, un match complicato per i rossoneri che riuscirono a non subire gol soprattutto grazie alle parate di Giovanni Galli. La gara terminò con il risultato di 0-0

Nella partita di ritorno, giocata il 21 marzo 1990 in stadio S. Siro gremito, il Milan doveva fare a meno di Gullit.

Le due squadre scesero in campo con le seguenti formazioni:

Milan: G. Galli, Tassotti, Baresi, F. Galli, Maldini, Donadoni, Ancelotti (pt 25′ Simone), Rijkaard, Evani (st 1′ Colombo), van Basten, Massaro.

Malines: Preud’homme, Sanders, Clijsters, Deferm, Rutjes, Albert, De Wilde (st 30′ P. Versavel), Emmers, B. Versavel, Bosman (sts 3′ Severeys), Wilmots.

Il Milan giocò sin da subito a ritmi molto elevati, sfornando un’occasione dietro l’altra. Dall’altra parte però c’era il mitico portiere Preud’homme, che era in una delle sue tante serate di grazia ed era davvero insuperabile. Il Malines aveva una vera e propria difesa di ferro, in quella Coppa dei Campioni in cinque partite aveva subito un solo gol.

I rossoneri continuavano a produrre gioco con un Donadoni in forma strepitosa, che per larghi tratti della partita fu protagonista di una prestazione sontuosa, sicuramente una delle migliori della sua carriera. Per fermarlo i calciatori avversari furono costretti al fallo sistematico.

Intanto le occasioni per i ragazzi di Sacchi continuavano a fioccare, ma Preud’homme fermò nuovamente Massaro e poi Van Basten. Un primo tempo, che si sarebbe dovuto concludere con almeno tre gol di vantaggio in favore dei rossoneri, si chiuse sullo 0-0 grazie alle incredibili parate del portiere belga.

malinss11

Nel secondo tempo il copione non cambiò: Milan perennemente in attacco e Malines pronto a difendersi con le unghie e con i denti. Si andò avanti così fino al 90’, quando Leo Clijsters (padre della futura campionessa di tennis) commise l’ennesimo fallo su Donadoni. Cartellino rosso per il difensore belga, e per i rossoneri la possibile svolta di una partita diventata complicatissima.

Durante i tempi supplementari anche il Milan rimase in dieci. Donadoni, bersagliato per tutta la partita dagli interventi dei calciatori del Malines, reagì malamente venendo espulso. Per i rossoneri il match iniziava a farsi in salita, ma proprio nel momento più difficile, ecco il vantaggio del Milan grazie ad una bella girata di Marco Van Basten su assist di un bravissimo Tassotti. A quel punto San Siro diventò una bolgia.

Nel secondo tempo supplementare fu Marco Simone a salire in cattedra. L’attaccante rossonero dopo una cavalcata di 40 metri riuscì a presentarsi solo davanti al portiere avversario superandolo con bel destro rasoterra. Indimenticabile le parole pronunciate da Bruno Pizzul in telecronaca: “e segna il gol della vita Simone! Grandissimo gol di Marco Simone! Per il Malines questa volta è davvero finita”.

Per il Milan si spalancarono le porte della semifinale dopo un’autentica battaglia durata 210 minuti.

milan222

Posted in Senza categoria

Per noi bambini e adolescenti degli anni ’80 e ‘90 la stagione estiva voleva dire vacanze, ma soprattutto calciomercato! Ricordate quando durante i mesi di giugno e luglio leggevamo tutti i giorni i quotidiani sportivi in attesa che la nostra squadra del cuore piazzasse il grande colpo? Ricordate le famose tabelle in cui erano inseriti i nomi degli acquisti, delle cessioni e delle trattative? Molte volte era proprio leggendo i nomi dei calciatori presenti nelle trattative che sognavamo ad occhi aperti, sogni che spesso svanivano dopo poche settimane, ma era bello anche così.
Per carità, il calciomercato esiste ancora oggi, ma ormai è un qualcosa di completamente diverso che non accende più la nostra fantasia così come faceva un tempo.
E’ chiaro che la crisi economica che attraversa il nostro paese ormai da anni, si sia fatta sentire anche nel calcio, e oggi assistiamo ad un mercato fatto di prestiti, scambi e pochissimi colpi ad effetto. A questo bisogna aggiungere che nel calcio moderno anche calciatori tecnicamente normalissimi hanno quotazioni ormai elevatissime, che sinceramente sono fuori dal mondo. Negli anni ottanta e novanta anche squadre di bassa classifica e addirittura di Serie B, potevano permettersi di acquistare dei nazionali. Oggi è sufficiente giocare un paio di partite in nazionale e sei già considerato un fenomeno, e ovviamente fuori dalla portata di società di seconda e terza fascia.
Per non parlare del fatto che spesso durante il calciomercato del mese di gennaio, le squadre vengano letteralmente rivoluzionate con un numero elevatissimo di movimenti, che si rivelano quasi sempre inutili.
Ai tempi del “nostro calcio” c’era il mercato di novembre, e le squadre in difficoltà cercavano di acquistare quei due o tre elementi per rinforzare la rosa nei settori con maggiori lacune sia tecniche che numeriche.
Potrei dilungarmi a lungo sulle altre differenze tra il calciomercato di oggi e quello di oltre vent’anni fa, ma credo che l’immagine della tabella con arrivi e partenze, allegata a questo articolo, valga più di mille parole.
Solo chi ha vissuto quel periodo da ragazzino può capire di quello che sto parlando. Era sicuramente un altro calcio, ma anche un’altra Italia. C’era maggior semplicità, maggior spensieratezza e ci bastava sfogliare un giornale sportivo con “acquisti”, “cessioni” e “trattative” per essere felici. Senza internet, senza telefonini e senza pay-tv.
Posted in Senza categoria

Era il 21 dicembre 1986 e a Roma alla tredicesima giornata di campionato si disputava la partita Roma-Milan. Entrambe le squadre erano allenate da tecnici svedesi: i giallorossi dall’emergente Eriksson mentre i rossoneri dell’esperto Liedholm.

Ecco le formazioni della partita:

ROMA:Tancredi, Oddi, Baroni, Nela, Boniek, Desideri, Berggreen, Giannini (75′ Conti), Pruzzo, Ancelotti, Agostini (63′ Baldieri)

MILAN: Galli G., Tassotti, Galli F., Baresi F., Di Bartolomei, Maldini, Donadoni, Manzo, Virdis, Massaro, Evani

Alla mezz’ora del primo tempo Massaro si invola verso l’area avversaria, ma viene fermato dall’intervento falloso del portiere Tancredi. Per l’arbitro è calcio di rigore. Virdis con la sua solita freddezza realizza dal dischetto e porta in vantaggio i rossoneri.

La Roma cerca di reagire e proprio allo scadere della prima frazione di gioco, Filippo Galli con un intervento scomposto atterra Pruzzo. L’arbitro Agnolin assegna un calcio di rigore in favore dei giallorossi. Desideri spiazza Giovanni Galli e ristabilisce il risultato di parità.

Al 9’ del secondo tempo il Milan ritorna in vantaggio: Donadoni con un’azione delle sue supera sia Boniek che Tancredi e serve un pallone d’oro a Virdis, che realizza la sua doppietta personale. Roma-Milan 1-2.

Ancelotti e compagni cercano il pareggio in maniera confusa, ma è ancora il Milan a sfiorare il gol con un colpo di testa di Manzo.

Una vittoria fondamentale per la compagine allenata da Liedholm, che a fine stagione riuscirà a conquistare la qualificazione in Coppa Uefa dopo lo spareggio vinto contro la Sampdoria.

Posted in Senza categoria

Il portiere Andrea Pazzagli fu acquistato dal Milan nella stagione 1989-90, dopo aver disputato ottimi campionati con la maglia dell’Ascoli.

La sua prima stagione con i rossoneri fu molto positiva; infatti Arrigo Sacchi dopo poco tempo lo promosse come primo portiere relegando a ruolo di riserva il più titolato Giovanni Galli. Pazzagli con il Milan riuscì ad ottenere risultati straordinari come la vittoria in Coppa dei Campioni, la conquista di due Supercoppe Europee e di due Coppe Intercontinentali.

Nella finale della Coppa Intercontinentale, giocata a Tokyo il 9 dicembre 1990, fu proprio Andrea Pazzagli a difendere la porta rossonera. In quella partita il Milan riuscì a sconfiggere 3-0 i paraguaiani dell’ l’Olimpia Asuncion grazie ad una doppietta di Rijkaard e ad un gol di Stroppa.

Il portiere toscano lasciò il Milan nel 1991 passando al Bologna.

12644835_1131292060244719_7556762502179405338_n

Posted in Calcio

More about: