Il Vicenza nella stagione 1996-97 era già una bella realtà del calcio italiano; infatti nella stagione precedente aveva sfiorato da neopromossa in Serie A la qualificazione in Uefa. La squadra allenata da Guidolin era un gruppo solido con una identità di gioco ben precisa, dove accanto a veterani come Viviani, Di Carlo, Murgita e Lopez, vi erano gli stranieri Otero, Mendez, Wome e giovani promettenti come Sartor, Ambrosetti, Firmani, Amerini ecc.

Anche la stagione 1996-97 per i vicentini fu piena di soddisfazioni in campionato (si classificarono all’ottavo posto), ma soprattutto in Coppa Italia dove i biancorossi scrissero un’importante pagina di storia del nostro calcio.

Nei primi due turni di Coppa Italia il Vicenza superò la Lucchese ed il Genoa mettendo in luce la vena realizzativa di Cornacchini.

Nei quarti di finale i biancorossi affrontarono il Milan di Tabarez: la partita di andata a S.Siro terminò 1-1 con reti di R.Baggio per i rossoneri e di Ambrosetti per i veneti. La gara di ritorno si concluse a reti inviolate e questo permise agli uomini di Guidolin, grazie al gol siglato in trasferta, di qualificarsi in semifinale dove ad attenderli c’era il Bologna.

All’ andata il Vicenza si impone di misura 1-0 grazie al gol di bomber Murgita. Al ritorno il Bologna giocò un’ottima partita e passò in vantaggio con una rete di Scapolo e proprio quando la partita sembrava avviarsi stancamente verso i tempi supplementari, all’ultimo minuto ancora Cornacchini (una grande Coppa Italia per lui) riuscì a segnare il gol del pareggio che portò gli uomini di Guidolin in finale contro il Napoli. Una grande impresa c per una squadra che solo tre anni prima militava in Serie C.

La partita di andata della finalissima si giocò allo Stadio San Paolo di Napoli l’8 Maggio 1997: il Napoli vinse la partita grazie ad un gol di Pecchia.

Nella partita di ritorno giocata il 29 maggio ci fu il vero capolavoro del Vicenza.

Il centrocampista Maini sbloccò la partita al 20’ con gol in mischia. La partita fu molto intensa, ma il risultato non cambiò e si andò ai tempi supplementari. Entrambe le squadre apparivano ormai stanche ed i calci di rigore sembravano essere l’unica opzione possibile per decretare la squadra vincitrice, ma al 118’ ecco il miracolo vicentino: calcio di punizione di Beghetto, Taglialatela non trattiene ed ecco irrompere Maurizio Rossi che manda in visibilio i tifosi biancorossi. Ma non è finita qui; infatti all’ultimo minuto Iannuzzi in contropiede sigla il terzo gol: Vicenza-Napoli 3-1. E’ la prima grande vittoria nella storia calcistica del Vicenza! Una vittoria che assicurò alla squadra di Guidolin (grande allenatore) anche la partecipazione alla Coppa delle Coppe.

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Il 5 aprile 1989, si disputò allo stadio San Paolo la semifinale di Coppa Uefa tra il Napoli e il Bayern Monaco.

L’inizio della partita per i partenopei fu complicato: il Bayern era ben messo in campo e al 25′ andò vicinissimo al vantaggio con un tiro da distanza ravvicinata di Thon, ma fu bravissimo Giuliani a respingere. Ma ecco che nel momento più complicato della gara, arrivò la solita grande intuizione di Maradona: l’argentino vinse un contrasto con Reuter ed effettuò un assist perfetto per Careca, che da bomber di razza portò in vantaggio il Napoli.

Nella ripresa i campani partirono subito forte, Carnevale colpì il palo con un grande colpo di testa in tuffo. Ma il vantaggio era solo rimandato; Maradona, ancora lui, fu protagonista di cross perfetto per Carnevale, che con un bellissimo stacco di testa portò il Napoli sul 2-0. I tedeschi cercarono in tutti i modi il gol della bandiera, ma la difesa partenopea non cedeva di un millimetro. Così nella bolgia dello stadio San Paolo, gli uomini di Ottavio Bianchi riuscirono a vincere la semifinale di andata senza subire gol.

Ecco le formazioni:

NAPOLI: GIULIANI, RENICA,FERRARA,CORRADINI, FRANCINI, DE NAPOLI,FUSI, ALEMAO,MARADONA (CARANNANTE),CARNEVALE ,CARECA

Bayer Monaco: Aumann, Augenthaler, Johnsen, Flick, Dorfner, Reuter, Kögl, Nachtweih, Thon, Ekström, Wohlfarth

Marcatori: 41′ Careca, 60′ Carnevale

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L‘edizione del 1986-87 della Coppa Italia vanta un record ancora oggi imbattuto: le tredici vittorie consecutive del Napoli.

Quella stagione per gli uomini di Ottavio Bianchi fu straordinaria; infatti oltre alla Coppa Italia trionfarono anche in campionato con uno storico scudetto con cui i partenopei dimostrarono di essere in assoluto la migliore squadra del panorama calcistico italiano.

Nella finale di Coppa, Maradona e compagni ebbero la meglio sull’Atalanta allenata da Nedo Sonetti. Una finale senza storia in cui il Napoli si impose in casa con il risultato di 3-0 ( reti di Renica, Muro e Bagni) e a Bergamo per 1-0 (rete di Giordano).

Nonostante la netta sconfitta l’Atalanta si qualificò in Coppa della Coppe. Il Napoli avendo vinto il campionato avrebbe partecipato alla Coppa dei Campioni e quindi gli atalantini si trovarono a dover disputare il torneo internazionale riservato alle squadre europee che vincevano le rispettive coppe nazionali. Un risultato ancora più sorprendente se consideriamo che i bergamaschi in quella stagione retrocessero in Serie B .

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