La Juventus nella stagione 1992/93 puntò a rinforzare la rosa soprattutto in fase offensiva con un grande colpo di mercato come quello di Gianluca Vialli e l’acquisto di Fabrizio Ravanelli, attaccante che proveniva dalla Serie B e con cui i bianconeri speravano di ripetere quello che era già avvenuto qualche anno prima con Totò Schillaci.

A centrocampo la Juve si rinforzò con calciatori dalle spiccate caratteristiche offensive come il tedesco Moller, l’inglese Platt e Dino Baggio.

Moller era già da diverso tempo un punto fermo della nazionale tedesca e proveniva da grandi stagioni con il Borussia Dortmund e l’ Eintracht Francoforte.

David Platt, grande protagonista ad Italia ‘90, era alla sua seconda esperienza in Italia dopo aver militato nel Bari. Il calciatore inglese con i biancorossi giocò sempre in una posizione molto offensiva, di solito dietro le punte o addirittura come attaccante.

Dino Baggio era un centrocampista con il vizio del gol, abilissimo negli inserimenti senza palla, che in quegli anni riuscì a siglare reti importanti sia con le squadre di club che in nazionale.

Dopo un ottimo calciomercato la Juve poteva contare su un reparto offensivo di altissimo livello con calciatori del calibro di Roberto Baggio, Vialli, Casiraghi, Ravanelli e Di Canio, senza dimenticare i già citati Platt, Moller, Dino Baggio e lo stesso Antonio Conte, centrocampisti abilissimi in zona gol.

A dir la verità questo grande potenziale offensivo bianconero non fu mai sfruttato completamente da mister Trapattoni, il quale proveniva dalla vecchia scuola italiana e quindi dava alle sue squadre un’impostazione maggiormente difensiva. In quella Juve ad esempio Gianluca Vialli era spesso costretto a giocare in posizione arretrata e lo stesso Di Canio, esterno di attacco, svolgeva compiti quasi esclusivamente di natura difensiva rimanendo sempre sulla linea dei centrocampisti ad inseguire gli avversari.

Per carità, i risultati diedero ragione a Trapattoni con la vittoria in Coppa Uefa ed un discreto campionato, ma l’impressione era che quella Juventus avrebbe potuto sfruttare in maniera diversa calciatori di grande qualità, che rimasero un po’ ingabbiati dalla tattica trapattoniana.

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C’era un tempo in cui tra i primi dieci calciatori della classifica del pallone d’oro erano presenti ben tre italiani: Roberto Baggio, Franco Baresi e Paolo Maldini.

A vincere nettamente l’edizione del 1993 fu il “divin codino”, che lasciò alle sue spalle l’olandese Dennis Bergkamp ed il francese Eric Cantona, i quali andarono a completare il podio.

Roberto Baggio aveva disputato una grande stagione in campionato, e con i suoi gol permise alla Juventus di trionfare in Coppa Uefa. Erano gli anni d’oro per il campione di Caldogno, che in breve tempo riuscì ad essere determinante anche in nazionale.

Al quarto e al quinto posto della classifica del pallone d’oro 1993 erano presenti Alen Boksic e Michael Laudrup, calciatori di indiscutibile talento che ebbero ottime esperienze anche in Serie A. Dietro di loro, rispettivamente sesto e settimo, Franco Baresi e Paolo Maldini. Entrambi più di una volta in quegli anni andarono vicini alla conquista del pallone d’oro, ma purtroppo quella gioia per loro non arrivò mai e sinceramente l’avrebbero ampiamente meritata. Così come Roberto Baggio nel 1994, dopo le grandi prestazioni al mondiale statunitense, avrebbe meritato il suo secondo pallone d’oro consecutivo, che invece andò al bulgaro Stoičkov, che riuscì a precedere proprio i “nostri” Baggio e Maldini.

Curiosità: nella classifica di quell’edizione entrarono anche Dino Baggio e Beppe Signori, che provenivano da grandi stagioni con Juventus e Lazio. Signori era stato il capocannoniere della serie A 1992-93 realizzando ben 26 reti, precedendo nella classifica dei marcatori proprio Roberto Baggio ed un altro grande bomber come l’argentino Abel Balbo.

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Taglie disponibili: M – L- XL. Colori: nera o bianca

Come potete osservare dalla foto, Zico è raffigurato con la maglia dell’Udinese 1984/85 (l’indimenticabile maglia zebrata) e Roberto Baggio durante la sua esultanza ai mondiali di Usa ‘94.

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Il 9 settembre 1992 ad Eindhoven si giocava la partita Olanda-Italia.

La gara era un’amichevole, ma considerando il prestigio delle due squadre ed il valore tecnico dei calciatori in campo di amichevole ci fu ben poco.

Gli azzurri allenati da Arrigo Sacchi scesero in campo con una formazione piuttosto sperimentale con la presenza dal primo minuto di Marchegiani, Mannini, Di Chiara, Lentini, Evani e con la coppia d’attacco formata da R.Baggio e Vialli, che prometteva scintille.

Ecco le formazioni che scesero in campo in quella serata di settembre di 28 anni fa:

Olanda: Menzo, Van Aerle (43’ Viscaal), De Boer (46’ Winter), R.Koeman, Witschge, Wouters, Bergkamp (68’ Van’t Schip), Rijkaard, Van Basten, Gullit, Roy. Ct: D. Advocaat

Italia: Marchegiani, Mannini, Di Chiara, Eranio, Costacurta, P. Maldini, Lentini, Albertini, Vialli, R. Baggio, Evani. Ct: A. Sacchi.

La fase iniziale della partita per l’Italia fu molto complicata ed i tulipani dopo i primi venti minuti erano già avanti di due reti grazie alla doppietta di Dennis Bergkamp su assist prima di Roy e poi di Van Basten. Due gol abbastanza simili dove la nostra difesa dimostrò di non essere all’altezza della situazione. Baggio e compagni accorciarono le distanze dopo pochi minuti grazie ad un bel tiro di Eranio. Da quel momento in poi fu un monologo azzurro. Lentini, ottima prestazione la sua, servito da un magnifico assist di Roberto Baggio sprecò una grandissima occasione. Ma l’appuntamento per il pareggio era solo rimandato: Di Chiara con una delle sue sgroppate sulla sinistra fu atterrato in area ottenendo un calcio di rigore. Il penalty fu realizzato da Baggio.

Alla fine del primo tempo l’Italia, che era sotto di due gol, era riuscita a riequilibrare le sorti dell’incontro.

Nella ripresa le occasioni per gli azzurri continuarono a fioccare, ma per la rete del vantaggio si pazientò fino al 77’ quando Vialli con un gran colpo di testa riuscì a superare il portiere Menzo. Finalmente una bella vittoria per gli azzurri!

Ancora oggi questa partita della nazionale italiana viene considerata come una delle più belle della gestione Sacchi. Una prestazione sontuosa, soprattutto nel secondo tempo, dove l’Italia sembrò finalmente seguire i dettami del mister di Fusignano giocando un calcio offensivo e propositivo sfruttando il gioco sulle fasce e le sovrapposizioni.

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Oggi analizziamo la classifica marcatori della serie A 1991/92, un altro campionato con degli altissimi valori tecnici in campo e che si concluse con la vittoria dello scudetto da parte Milan allenato da Fabio Capello, che aveva a disposizione una vera e propria corazzata.

Il bomber principe di quel campionato fu il cigno di Utrecht Marco Van Basten, che realizzò 25 gol, dietro di lui un altro campione come Roberto Baggio a quota 18 reti.

Sul podio troviamo una sorpresa: l’attaccante del Foggia Ciccio Baiano. Il bomber dei satanelli, favorito anche dal gioco ultra-offensivo di Zeman, fu protagonista di una stagione straordinaria mettendo a segno 16 gol e guadagnando anche la prima convocazione in nazionale.

Con 15 realizzazioni troviamo il mitico brasiliano Careca, un altro attaccante formidabile che in quegli anni era una presenza fissa nella graduatoria dei marcatori.

Dietro il calciatore del Napoli con 13 gol c’erano tre bomber di livello internazionale come il giovane argentino Batistuta ed i laziali Riedle e Ruben Sosa.

Il Napoli, oltre a Careca, poteva contare anche sul grande estro di Gianfranco Zola (12 reti per lui). Un gradino sotto il numero dieci sardo, altri quattro nomi d’eccezione: Platt, Skuhravý, Vialli e Signori.

Platt e Skuhravý giocavano rispettivamente nel Bari e nel Genoa e dopo aver disputato un grande mondiale nel 1990, erano riusciti a farsi strada anche nel nostro campionato. Vialli disputò una buona annata dopo la vittoria dello scudetto della stagione precedente e Beppe Signori insieme al già citato Baiano e Rambaudi formava un tridente incredibile in un Foggia indimenticabile.

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