La Sampdoria nella stagione 1989/90 giocò per il suo secondo anno consecutivo la Coppa delle Coppe, questa volta con l’obiettivo di vincere la competizione, dopo la finale persa nell’edizione precedente contro il Barcellona.

Il primo turno per i ragazzi di Boskov fu abbastanza agevole; la Sampdoria riuscì a superare i norvergesi del Brann vincendo la gara d’andata, giocata in trasferta, con il risultato di 0-2 e quella di ritorno vinta 1-0 grazie ad una rete del nuovo acquisto Katanec.

Nel secondo turno ad attendere Mancini e compagni c’era il temibile Borussia Dortmund, squadra che poteva annoverare tra le proprie fila calciatori del calibro di Moller, Helmer, Zorc ecc.

Nel match giocato in Germania, il Borussia passò in vantaggio con Wegmann. Quando i tedeschi sembravano ormai essere destinati alla vittoria, a due minuti dalla fine, arrivò la preziosissima rete siglata da Roberto Mancini. A Genova la Sampdoria chiuse la pratica nel secondo tempo grazie ad una doppietta di Gianluca Vialli, che al 74’ realizzò un rigore e a pochi minuti dalla fine, con un bellissimo tocco di esterno destro, portò i blucerchiati al turno successivo.

La Sampdoria, ai quarti di finale, superò in scioltezza gli svizzeri del Grasshoppers con il risultato complessivo di 4-1.

In semifinale per la compagine blucerchiata c’era il duro ostacolo rappresentato dal Monaco. La squadra monegasca schierava un attacco di altissimo livello formato da George Weah e Ramon Diaz, l’argentino era una vecchia conoscenza del calcio italiano e nella stagione precedente aveva vinto lo scudetto con l’Inter.

Nella gara d’andata, giocata a Monaco il 3 aprile 1990, Weah portò in vantaggio i monegaschi, ma ancora una volta ci pensò Gianluca Vialli con una doppietta a ribaltare il risultato grazie ad un rigore e ad un bellissimo colpo di testa. Il 2-2 finale fu siglato da quella vecchia volpe di Diaz.

Il match di ritorno fu senza storia, la Samp passò in vantaggio al 9’ grazie alla zampata del mitico Zar Pietro Vierchowod e raddoppiò con Lombardo, che con la sua velocità fu abilissimo a sfruttare un assist proveniente dalla sinistra.

La finale Sampdoria-Anderlecht si sarebbe disputata a Goteborg il 9 maggio 1990. La squadra belga in semifinale aveva superato la Dinamo Bucarest. La compagine allenata da de Mos, ex allenatore del Malines, era temibilissima e poteva schierare diversi elementi della nazionale belga, come ad esempio Grun, Degryse, Vervoort e Nilis. Da segnalare anche la presenza del ventenne “Lulù” Oliveira, che qualche anno dopo fu protagonista di grandi stagioni in Italia soprattutto con le maglie di Cagliari e Fiorentina.

La Samp iniziò sin da subito ad essere pericolosa controllando il gioco, ma il portiere avversario De Wilde, si superò in più di un’occasione effettuando due grandissime parate su un colpo di testa di Vierchowod e su un tiro ravvicinato di Vialli, che poi diventerà il capocannoniere di quell’edizione della Coppa delle Coppe.

Il risultato nel secondo tempo non si schiodò dallo 0-0, e si andò ai tempi supplementari.

Boskov nel secondo tempo aveva optato per l’ingesso in campo di Lombado al posto di Invernizzi, e ai supplementari fece entrare Salsano al posto di Katanec. Due cambi azzeccatissimi, che si rivelarono fondamentali. Al 104’ fu proprio Salsano a far partire un bellissimo tiro dal limite dell’area, De Wilde toccò la sfera che colpì il palo, il pallone stava per ritornare tra le braccia dell’estremo difensore belga a cui questa volta, dopo una partita praticamente perfetta, sfuggì la sfera che finì proprio sui piedi di Vialli, il quale da grande opportunista depositò il pallone in rete. Finalmente la Sampdoria aveva sbloccato la partita!

Pochi minuti dopo, Lombardo scattò velocissimo sulla destra e servì Salsano che appoggiò a Mancini, il numero dieci blucerchiato fece partire un cross perfetto per Vialli, che con uno splendido colpo di testa superò il portiere avversario. Era l’apoteosi! La Sampdoria aveva vinto la Coppa delle Coppe! I tanti tifosi sampdoriani presenti in Svezia impazzirono di gioia per la grande impresa ottenuta da Boskov e i suoi ragazzi.

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