Oggi analizziamo la classifica marcatori della serie A 1997/98, un altro campionato con degli altissimi valori tecnici.

In quella stagione sbarcarono nella nostra serie A calciatori del calibro di Ronaldo, Edmundo, Cafù, Recoba, Almeyda e tanti altri elementi di livello internazionale.

Il bomber principe di quel campionato fu il tedesco Oliver Bierhoff, che con i suoi 27 gol portò l’ Udinese al terzo posto. Un grandissimo risultato per la compagine allenata da Zaccheroni.

Dietro di lui due autentici fenomeni del calcio degli anni ‘90: Ronaldo e Roberto Baggio. L’attaccante brasiliano nella sua prima stagione in Italia realizzò 25 reti in campionato, risultando anche determinante per la vittoria in Coppa Uefa. Baggio, passato al Bologna, realizzò 22 gol dimostrando ancora una volta tutta la sua infinita classe. Il “divin codino” riconquistò anche la nazionale, partecipando al suo terzo mondiale consecutivo,quello di Francia’ 98.

Con 21 gol, a pari merito, troviamo altri due campioni di quegli anni: l’argentino Batistuta e Alessandro Del Piero. L’attaccante della Fiorentina in quella stagione non calciò rigori, invece il numero dieci della Juve ne realizzò quattro.

A quota 20 reti ecco “l’aeroplanino” Vincenzo Montella, bomber della Sampdoria che fu una delle rivelazioni di quel campionato. Con 18 gol un altro attaccante che in quegli anni andava sempre in doppia cifra: Filippo Inzaghi, che giocò la sua prima stagione con la maglia della Juventus.

A 16 reti una vera sorpresa di quel campionato: Dario Hubner del Brescia. Il “bisonte” aveva 30 anni ed era al suo esordio in Serie A. Dopo aver segnato caterve di gol nelle serie minori, riuscì a ripetersi anche in massima serie dimostrando di essere arrivato a giocare ad alti livelli troppo tardi. A quota 15 c’era Luís Oliveira, che dopo le grandi stagioni disputate a Cagliari si confermò anche nella Fiorentina, formando con Batistuta ed Edmundo uno dei tridenti più forti del campionato.

Appaiati a 14 gol troviamo il sorprendente Carmine Esposito dell’Empoli e l’esperto Abel Balbo, anche l’argentino presenza immancabile nella classifica marcatori di quegli anni.

Chiudiamo questa carrellata di bomber con Francesco Totti, che a 21 anni riuscì a realizzare 13 gol mettendo in luce tutto il suo grandissimo talento.

Nei primi dodici posti della classifica marcatori della stagione 1997/98, troviamo quattro calciatori stranieri e ben otto italiani. Questo dovrebbe far riflettere sulla qualità dei giocatori italiani di quel periodo…

Oggi purtroppo le cose sono molto diverse, e a malapena riusciamo a piazzare due o tre attaccanti italiani tra i primi dieci marcatori del campionato.

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La stagione 1997/98 per la Sampdoria, la prima dopo tanti anni senza Roberto Mancini, fu molto particolare e fortemente condizionata dalle scelte iniziali della società, che si rivelarono sbagliate. L’errore principale fu quello di affidare la panchina all’argentino Menotti, tecnico che aveva alle spalle un grande passato ma che allo stesso tempo non conosceva il nostro campionato e aveva allenato pochissimo in Europa (solo una stagione col Barcellona nel 1983).

In realtà l’inizio della stagione in campionato non fu così negativo, ma la Samp fu eliminata abbastanza in fretta in Coppa Uefa ed il feeling dei calciatori con Menotti stentava a decollare. Tra l’altro i blucerchiati avevano a disposizione una rosa importante composta da gente come Veron, Montella, Boghossian, Laigle, Mihajlović, Ferron ecc. e quindi le aspettative erano piuttosto alte.

In realtà alcuni acquisti resero al di sotto delle aspettative, primi tra tutti i due attaccanti Klinsmann (ad onor del vero nella fase calante della sua carriera) ed il “cobra” Sandro Tovalieri, quest’ultimo non sfruttato al meglio.

Dopo otto giornate di campionato Menotti fu esonerato ed al suo posto arrivò il mitico Vujadin Boskov, l’allenatore dello scudetto blucerchiato. Nel calciomercato di novembre la società sampdoriana effettuò una mezza rivoluzione soprattutto nel reparto offensivo. Furono ceduti Klinsmann, l’inglese Di Chio e Tovalieri ed arrivarono il bomber della Lazio Beppe Signori e il camerunese Omam-Biyik (uno degli eroi di Italia ‘90). Grazie all’esperienza di Boskov e ai gol di Montella, i risultati per la Samp migliorarono e l’obbiettivo di un piazzamento Uefa non sembrò più essere una chimera. Il tecnico serbo dopo qualche settimana dall’inizio della sua nuova avventura affermò che in realtà i suoi ragazzi si lamentavano perché non riuscivano a reggere i novanta minuti. Era chiaro che la preparazione estiva di Menotti fu troppo “sudamericana” e non adeguata ad un campionato così logorante come quello italiano. In realtà per Mihajlović e compagni la qualificazione diretta in Uefa non arrivò, la squadra si piazzò al nono posto in classifica, ma almeno i blucerchiati agguantarono l’ultimo posto disponibile per disputare la coppa Intertoto.

Una stagione al di sotto delle aspettative, ma salvata in parta dall’avvento di Boskov e da poche note positive come quelle provenienti da Veron, Montella e dal solito Mihajlović.

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