Come dimenticare l’Udinese di Alberto Zaccheroni, che con il suo 3-4-3 riuscì a costruire una squadra di altissimo livello che raggiunse addirittura il terzo posto?

Era la stagione 1997/98 e la compagine friulana era già da qualche anno una realtà importante della nostra serie A.

L’Udinese nell’estate del 1997 si era ulteriormente rinforzata con gli arrivi di due esterni promettenti come Jorgensen e Bachini, gli argentini Navas e Pineda, e gli esperti centrocampisti Statuto e Walem, il calciatore belga fu fondamentale per gli equilibri tattici di Zaccheroni.

I bianconeri giocavano con il 3-4-3 dalla stagione precedente, e avevano come fiore all’occhiello il “magico” tridente composto da Amoroso, Poggi e Bierhoff, calciatori che per caratteristiche si completavano alla perfezione.

L’Udinese era una squadra ormai collaudata, che schierava in porta un portiere di grande affidabilità come Turci e tre difensori come Calori, Bertotto e Pierini, che ormai erano diventate le colonne della retroguardia friulana. A centrocampo c’era l’onnipresente e instancabile Giannichedda a cui fu affiancato il belga Walem. Sulle corsie esterne giocavano prevalentemente il danese Helveg a destra e Bachini a sinistra, senza dimenticare Jorgensen che soprattutto nel girone di ritorno veniva spesso impiegato dal primo minuto.

In attacco il grande tridente con il tedesco Bierhoff, Poggi ed il brasiliano Amoroso, che facevano davvero la differenza.

La compagine friulana sin dall’inizio della stagione iniziò a segnare caterve di gol con Bierhoff protagonista di un campionato stellare, che lo portò a vincere la classifica dei cannonieri dopo aver realizzato 27 reti.

I bianconeri iniziarono ad avere un ruolino di marcia incredibile, e a candidarsi addirittura come una delle più serie pretendenti per lo scudetto. La vittoria più importante fu sicuramente quella ottenuta contro l’Inter del “fenomeno” Ronaldo, nella partita giocata il 21 dicembre 1997 e vinta proprio all’ultimo minuto grazie a un gol del solito Bierhoff.

Purtroppo nel mese di gennaio Amoroso subì un grave infortunio, che lo tenne lontano dai campi di gioco per quasi due mesi. E’ chiaro che questo incidente depotenziò l’attacco friulano, e Zaccheroni iniziò a schierare nel tridente anche Locatelli e Jorgensen.

Calori e compagni, nonostante un leggero calo di rendimento avvenuto tra marzo e aprile, furono protagonisti di un eccezionale finale di campionato ottenendo ben quattro vittorie consecutive contro Roma, Napoli, Atalanta e Vicenza.

L’Udinese chiuse il campionato al terzo posto, risultato storico per la società del presidente Pozzo; infatti i friulani raggiunsero il secondo posto nella stagione 1954-55, al termine della quale furono però retrocessi per illecito.

I bianconeri per la seconda stagione consecutiva si qualificarono per la Coppa Uefa, competizione in cui in quella stagione (1997-98) furono eliminati ai sedicesimi di finale. Un’eliminazione che in realtà, per come era maturata, lasciò parecchi rimpianti.

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