Il Verona nella stagione 1987/88 fu protagonista di un ottimo percorso in Coppa Uefa, dove tra le squadre italiane fu quella che riuscì a fare più strada.

Gli scaligeri superarono nell’ordine: i polacchi del Pogoń Stettino, gli olandesi dell’Utrecht e i rumeni dello Sportul Studentesc Bucharest.

Ai quarti di finale ad attendere la squadra di Osvaldo Bagnoli c’era un ostacolo durissimo da superare: i tedeschi del Werder Brema, squadra che in quel momento era al primo posto in Bundesliga e che aveva tra i suoi punti di forza l’attaccante Karl-Heinz Riedle.

Purtroppo i timori della vigilia furono fondati, e nella sfida d’andata giocata a Verona il 2 marzo 1988, la squadra allenata da Otto Rehhagel, che nel 2004 avrebbe guidato la Grecia alla vittoria dei campionati europei, ebbe la meglio grazie al gol del Neubhart, che al 48’ con uno splendido colpo di testa superò l’incolpevole Giuliani. In realtà i gialloblu giocarono anche una buona partita, ma purtroppo non riuscirono mai a scardinare l’ottima retroguardia tedesca.

Nella partita di ritorno, considerando le difficoltà ambientali, lo 0-1 di svantaggio e l’assenza di Elkjaer, ai gialloblù per passare il turno serviva un vero e proprio miracolo. Il 16 marzo 1988 al Weser-Stadion di Brema il Verona scese in campo con la seguente formazione:

Giuliani, Volpecina, Pioli, Bonetti, Berthold, Verza, Soldà, Iachini, Galia, Di Gennaro, Pacione.

La partita si giocò su un terreno di gioco reso pesantissimo dalla pioggia.

I tedeschi passarono in vantaggio al 32’ con un gran tiro dalla distanza di Sauer che beffò Giuliani. La partita sembrava essere ormai chiusa, ma nella ripresa gli scaligeri con la solita grinta riuscirono a riaprire la gara grazie ad un colpo di testa di Volpecina su assist di Soldà. A quel punto la qualificazione in semifinale sembrò essere a portata di mano e gli scaligeri continuarono ad attaccare per il realizzare il secondo gol. Purtroppo a dieci minuti dalla fine ci fu l’espulsione di Antonio Di Gennaro, che pose fine ai sogni di gloria del Verona. L’impressione fu che la compagine allenata da Bagnoli anche in quell’occasione riuscì a fare il massimo sfiorando l’impresa contro un Werder fortissimo, che in quella stagione vinse la Bundesliga.

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