Azeglio Vicini nelle convocazioni per Euro ‘88 aveva optato per un giusto mix tra giovani talenti, che erano cresciuti con lui in Under 21, e calciatori più esperti che avrebbero trasmesso alla squadra la giusta cattiveria e mentalità per affrontare quel tipo di competizione. Anche nella scelta dei quattro attaccanti, l’obbiettivo fu quello di affiancare l’esperto Altobelli (32 anni) a tre giovani come Vialli (23 anni), Mancini (23 anni) e Rizzitelli (20 anni). Ma ora analizziamo le convocazioni di Vicini per quanto riguarda il reparto offensivo.
Vialli e Altobelli, con i loro gol, erano stati determinanti per la qualificazione agli europei. “Spillo” trascinò la squadra soprattutto nella prima fase delle qualificazioni, invece l’attaccante della Sampdoria fu fondamentale nelle ultime due partite contro Svezia e Portogallo, gare in cui realizzò in tutto tre reti che risultarono fondamentali per portare gli azzurri agli europei in Germania Ovest.
Mancini nelle qualificazioni aveva giocato poco ed era rimasto a secco. Nelle amichevoli di avvicinamento agli Europei iniziò ad essere schierato sempre come titolare da Azeglio Vicini; infatti sin dalla prima partita contro la Germania Ovest, la coppia di attaccanti era formata da Vialli e Mancini con Altobelli pronto a subentrare nella ripresa.
Per il quarto attaccante la scelta di Vicini non fu semplice, ma alla fine ricadde, un po’ a sorpresa, sul giovanissimo bomber del Cesena Rizzitelli, che all’epoca aveva solo 20 anni.
Rizzitelli giocò la sua prima partita in nazionale nell’amichevole contro l’Unione Sovietica, giocata il 20 febbraio 1988. Successivamente disputò solo amichevoli e non scese mai in campo durante i campionati europei. L’ex attaccante del Cesena giocò la sua ultima partita in nazionale, siglando un gol, in una gara contro la Norvegia valevole per le qualificazioni ad Euro ‘92. La partita fu disputata il 13 novembre 1991 ed era la prima partita da commissario tecnico di Arrigo Sacchi.
Durante gli Europei Vialli, Mancini e Altobelli siglarono un gol a testa. Forse quello più bello ed importante fu realizzato da Gianluca Vialli nella gara contro la Spagna.
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Seconda partita dei Campionati Europei del 1988 per gli azzurri allenati da Vicini. Match deciso da un grande gol di Gianluca Vialli dopo uno splendido velo di Altobelli.

14 Giugno 1988 ore 20.15. Francoforte-Waldstadion

FORMAZIONI

ITALIA: Zenga; Bergomi, Baresi, Ferri, Maldini; Ancelotti, De Napoli, Giannini, Donadoni; Mancini (69’ Altobelli), Vialli (89’ De Agostini). Allenatore: Azeglio Vicini. A disp.: Tacconi, Ferrara, Fusi.

SPAGNA : Zubizarreta; Renones, Sanchìs, Victor, Soler; Andrinua, Gallego (68’ Martin Vazquez); Michel (73’ Begiristain), Bakero, Gordillo; Butragueno. Allenatore: Miguel Munoz. A disp.:  Buyo, Olaya, Rodriguez.

Marcatori:  Vialli 73’

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Attilio Lombardo fu acquistato dalla Sampdoria nella stagione 1989-90, dopo essersi messo in luce in Serie B con la maglia della Cremonese dove aveva dimostrato di essere uno dei calciatori più promettenti della cadetteria.

I blucerchiati erano allenati da Boskov, che fu subito conquistato da questa ala destra veloce e duttile dal punto di vista tattico. Tra l’altro la sua corsa molto caratteristica, la sua pelata e la sua innata simpatia lo fecero diventare ben presto un personaggio amatissimo dai tifosi sampdoriani, che lo soprannominarono Popeye.

Lombardo diventò ben presto uno dei punti di fermi di quella Sampdoria che visse stagioni entusiasmanti e forse irripetibili; infatti proprio in quel periodo la squadra del presidente Mantovani vinse una Coppa delle Coppe, uno scudetto (primo e unico della compagine ligure) , una Supercoppa italiana e una Coppa Italia. Tra l’altro nella stagione 1991-92 i ragazzi di Boskov sfiorarono anche la vittoria della Coppa dei Campioni dove furono sconfitti in finale dal Barcellona, che beffò i blucerchiati ai supplementari. In quel periodo l’ala doriana riuscì anche a conquistare la nazionale, ma il suo rapporto con la maglia azzurra non fu mai eccezionale.

Attilio giocò con la Sampdoria fino alla stagione 1994-95, successivamente fu acquistato dalla Juventus allenata da Marcello Lippi.

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Mychajlyčenko arrivò alla Sampdoria nella stagione 1990-91 con un curriculum importante. Il centrocampista sovietico, con la Dinamo Kiev, vinse tre campionati e diverse coppe nazionali. Anche con la propria nazionale riuscì a ritagliarsi grandi soddisfazioni, riuscendo a vincere le Olimpiadi di Seul nel 1988 e raggiungendo il secondo posto ad Euro’88, competizione nella quale la compagine di Lobanovski aveva sorpreso tutti con un gioco moderno e spumeggiante.

In realtà nonostante le buone qualità tecniche e fisiche, Mychajlyčenko non riuscì mai ad adattarsi al nostro campionato. Un destino comune alla maggior parte dei suoi connazionali, che in quel periodo approdarono in Europa. Troppo diverso lo stile di vita tra l’occidente e l’Unione Sovietica, dove il calcio veniva ancora vissuto come uno sport, lontano anni luce dal mondo patinato della Serie A e degli altri grandi campionati europei.

Boskov dopo qualche mese relegò Mychajlyčenko in panchina, facendogli disputare in tutto 20 partite. Un vero peccato, se pensiamo che quella, tra l’altro, fu una grande stagione per la Sampdoria, che riuscì a conquistare il suo primo e unico scudetto. Il pupillo di Lobanovski nella stagione successiva fu ceduto agli scozzesi dei Glasgow Rangers, squadra in cui terminerà la sua carriera nel 1996.

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