Il Vicenza nella stagione 1994/95 fu allenato da mister Guidolin, e da quel momento per la compagine veneta iniziò un grande ciclo, ricco di vittorie e soddisfazioni.
Dopo aver vinto il campionato di B, i biancorossi affrontarono la serie A (stagione 1995/96) con l’obiettivo della salvezza, ma in realtà Otero e compagni chiusero con un sorprendente nono posto, esattamente a metà classifica. Un risultato impensabile alla vigilia del campionato.
Il Vicenza era una squadra giovane formata da calciatori quasi tutti esordienti in massima serie, ma che sin da subito dimostrò di potersi ritagliare uno spazio importante.
I biancorossi riuscirono ad ottenere la loro prima vittoria alla seconda giornata contro la Fiorentina con il risultato di 1-0. Ecco la formazione con cui gli uomini di Guidolin ebbero la meglio sulla compagine viola di Batistuta e Rui Costa:
Mondini, Sartor, Bjorklund, Lopez, Pistone, Rossi, Di Carlo, Maini, Lombardini, Otero, Murgita.
Questi nomi, fino a qualche tempo prima sconosciuti, iniziarono a rimanere scolpiti nella mente anche dei tifosi avversari e la squadra vicentina incominciò ad essere amata e apprezzata da tutti gli esteti del calcio.
Era diventato davvero un piacere vedere quegli undici calciatori in maglia biancorossa mettere in difficoltà squadroni costruiti a suon di miliardi.
Un altro ricordo indelebile di quel periodo erano le immagini filmate provenienti dallo stadio Romeo Menti di Vicenza con quel fastidiosissimo palo di sostegno della copertura della tribuna, che impediva una visione nitida della partita. Era davvero un’altra epoca…
Il Vicenza nella stagione 1996-97 cercò di rinforzare la squadra con gli innesti di elementi interessanti come l’esperto attaccante Cornacchini, il giovane talento laziale Iannuzzi, il difensore Beghetto ed il giovanissimo camerunese Wome. Il campionato dei vicentini fu subito molto positivo, e nel mese di novembre la compagine veneta era addirittura al primo posto.
Il segreto di quella squadra era rappresentato prima di tutto da un gruppo solido e molto unito. L’uomo fondamentale per quel Vicenza dei miracoli fu sicuramente Guidolin. Ancora oggi l’impressione è che questo allenatore abbia avuto una carriera inferiore rispetto alle sue grandissime qualità; infatti nonostante dopo l’esperienza vicentina sia riuscito a conseguire ottimi risultati, resta il dubbio di quello che avrebbe potuto fare alla guida di una grande squadra. Molto probabilmente anche il fatto di non essere un personaggio particolarmente mediatico, in un calcio che verso la metà degli anni novanta iniziava a trasformarsi, sicuramente non lo ha favorito.
Ecco il parere di Mondini, portiere di quel Vicenza, su Francesco Guidolin. Intervista raccolta nel mio libro “L’altro calcio anni ottanta e novanta” (Ultra editrice): «Per la mia carriera mister Guidolin fu determinante. E’ stato lui a volermi a Vicenza e a farmi esordire in A. Mi ha dato degli spunti importanti e mi ha fatto diventare un portiere moderno. E’ un allenatore che adatta le sue idee alle caratteristiche dei calciatori che ha a disposizione. La sua abilità dal punto di vista tattico era quella di riuscire sempre a trovare i punti deboli delle squadra avversarie. Ogni domenica ci dava opzioni diverse per affrontare al meglio qualsiasi tipo di situazione durante la partita. Era proprio grazie alle sue magistrali letture tattiche se quel Vicenza riusciva a mettere alle corde anche squadre nettamente superiori tecnicamente».
La stagione 1996-97 per i vicentini si chiuse in maniera trionfale con la sorprendente vittoria della Coppa Italia battendo in finale il Napoli.
La finale prevedeva la doppia partita di andata e ritorno. Nel primo match giocato a Napoli l’8 maggio 1997, i partenopei la spuntarono con il risultato di 1-0 (rete di Pecchia). La partita di ritorno si disputò a Vicenza il 29 maggio 1997. Il Vicenza passò in vantaggio nel primo tempo con una rete di Maini. Nella ripresa il risultato non si sbloccò e furono necessari i tempi supplementari. A questo punto arrivò il capolavoro degli uomini di Guidolin, che con caparbietà e determinazione riuscirono prima a raddoppiare con Maurizio Rossi, entrato nel secondo tempo, e dopo a triplicare grazie alla rete del giovane talento Alessandro Iannuzzi. Il Vicenza con questa vittoria ottenne un risultato storico.
Nella stagione successiva la squadra veneta disputò una grandissima Coppa delle Coppe, e trascinata dai gol di Pasquale Luiso arrivò fino alle semifinali, dove la la squadra di Guidolin fu eliminata dal Chelsea allenato da Gianluca Vialli. Quella fu l’ultima stagione del tecnico veneto sulla panchina vicentina, una grande avventura durata quattro anni, che portò il Vicenza ad ottenere risultati incredibili.

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Lei ha giocato nel famoso “Vicenza dei miracoli” dal 1995 al 1997, squadra che riuscì addirittura a vincere una Coppa Italia. Qual era il segreto di quella squadra?

Il segreto di quel Vicenza era sicuramente il gruppo, eravamo molto uniti e nello spogliatoio regnava l’armonia. Ancora oggi siamo in contatto e spesso ci incontriamo proprio per festeggiare l’anniversario di quella indimenticabile vittoria in Coppa Italia.

Comunque un ruolo decisivo in quella squadra lo ebbe Guidolin; infatti fu lui il principale artefice di quel miracolo sportivo. Il mister ebbe la capacità di far rendere al massimo in Serie A giocatori semi sconosciuti che provenivano quasi tutti dalle serie inferiori.

Quali sono i suoi ricordi più belli legati a quelle due stagioni con i biancorossi?

I ricordi positivi legati a quell’esperienza sono davvero tanti in quanto quello è stato il periodo più bello della mia carriera calcistica. Ad esempio un momento indimenticabile fu la prima vittoria in Serie A contro la Fiorentina di Batistuta e Rui Costa, dove tra l’altro fui protagonista di una prestazione davvero importante.

Poi ricordo la grande vittoria contro il Parma, squadra di cui sono da sempre tifoso, dove disputammo una gara eccezionale e riuscimmo ad avere la meglio di una compagine che all’epoca aveva un altissimo livello tecnico.

Un altro momento memorabile fu  ovviamente la vittoria della Coppa Italia nella stagione 1996/97 , un traguardo strepitoso che nessuno avrebbe mai pensato di raggiungere.

Ci potrebbe fare i nomi di tre calciatori di quel Vicenza che secondo lei avevano maggiore qualità?

In realtà non c’erano individualità di spicco, come ho già detto la forza di quella squadra era soprattutto il gruppo. Però se devo scegliere tre calciatori che avevano qualcosina in più a livello tecnico rispetto agli altri, faccio i nomi di Maini, Otero e Ambrosetti che in seguito giocarono rispettivamente con Milan, Siviglia e Chelsea.

Lei ha militato in diverse squadre, quale dei suoi ex compagni ha avuto una carriera inferiore alle aspettative?

Un calciatore che a mio avviso avrebbe potuto fare molto di più era Alessandro Iannuzzi. E’ stato mio compagno di squadra proprio a Vicenza nella stagione 1996/97. In realtà era di proprietà della Lazio che lo girò in prestito ai biancorossi proprio per fargli fare un po’ di esperienza nella massima serie. Era un talento vero dotato di grandissime qualità tecniche. Sinceramente ero convinto che avrebbe avuto una grande carriera e invece col tempo si è un po’ perso. Un vero peccato.

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