Partita giocata il 13 dicembre 1992 tra il Foggia di Zeman e la Juventus allenata da Giovanni Trapattoni. Primo tempo vibrante, ma la gara si sblocca solamente nel secondo tempo quando i satanelli , al 5′, con una combinazione rapidissima tra Biagioni e Bresciani riescono a portarsi in vantaggio. Dopo cinque minuti c’è il raddoppio del Foggia con un bellissimo assist di De Vincenzo per Mandelli, il quale con un tocco elegante supera Peruzzi. La Juve accorcia le distanze su calcio di rigore battuto da Fabrizio Ravanelli. Il Foggia dopo un difficile avvio di campionato è ormai ritornato quello della stagione precedente.

Tabellino della partita

Foggia, Stadio Zaccheria 13/12/1992

FOGGIA: Mancini,Petrescu, Caini, Sciacca Di Bari Bianchini Bresciani (Nicoli), Seno,Roy (Mandelli),De Vincenzo, Biagioni

JUVENTUS: Peruzzi, Torricelli,De Marchi, Carrera ,Galìa,D.Baggio, Conte (Marocchi), Di Canio (Ravanelli), Möller ,Vialli, Casiraghi

Reti: Bresciani al 50′, Mandelli al 55′, Ravanelli (r) al 79′

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Nell’estate del 1992 il Foggia del presidente Casillo si era notevolmente indebolito; infatti erano stati ceduti calciatori del calibro di Signori, Baiano, Rambaudi e Shalimov, che nella stagione precedente erano stati fondamentali per il grande campionato disputato dai dauni. Le cessioni avevano arricchito notevolmente le casse societarie: furono incassati circa 57 miliardi di lire. Ma dopo una campagna acquisti sottotono la compagine di mister Zeman alla vigilia del campionato sembrava essere destinata alla retrocessione.

Il direttore sportivo Pavone cercò in tutti i modi di trovare in giro per l’Italia calciatori adatti gli schemi del tecnico boemo. Arrivarono diversi giocatori dalle serie inferiori: Seno, Biagioni, Di Biagio, De Vincenzo, Mandelli, Bresciani, Caini, Bianchini e Nicoli. Erano tutti giovani sconosciuti e farli esordire sin da subito in Serie A sembrava un vero e proprio azzardo.

L’inizio del campionato del Foggia fu particolarmente negativo e sembrava dar ragione a tutti quelli che avevano già previsto la retrocessione dei satanelli. Nelle prime sette gare i pugliesi collezionarono ben cinque sconfitte ed in classifica avevano un misero bottino di tre punti.

Un netto cambio di marcia vi fu verso la fine di novembre; il Foggia iniziò ad ottenere una serie di risultati positivi fino ad arrivare all’importantissima vittoria sulla Juventus di Trapattoni. Ormai Zeman era riuscito a dare un’identità alla squadra e a ripetere in parte il miracolo della stagione precedente. Tra l’altro ad aiutare la truppa del boemo vi fu anche l’acquisto nel mercato invernale del giovane talento olandese Brian Roy, che diede maggiore qualità e velocità alla manovra offensiva.

Il Foggia proseguì il suo campionato con una discreta media punti e soprattutto nella fase centrale del girone di ritorno, i satanelli riuscirono a mettere in cascina quei punti che furono determinanti per il raggiungimento di una salvezza tranquilla.

Ancora una volta, nonostante le cessione eccellenti, la premiata ditta composta da Zdeněk Zeman e da Peppino Pavone aveva portato a termine una vera e propria impresa.

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Per la nostra generazione esisteva un solo e unico “tridente”: Signori-Baiano-Rambaudi. Il loro esordio in Serie A risale alla stagione 1991-92 con il mitico Foggia di Zeman. Il cannoniere di quella stagione per i satanelli fu Ciccio Baiano con 16 reti, che gli valsero anche la convocazione in nazionale. Il tridente dopo Foggia si ricompose in parte nella Lazio, allenatore lo stesso Zeman, con Signori e Rambaudi.

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